Agosto 2026

Agosto 2026

Bluefish, quali ami?

Sempre più piccoli, sempre più astuti. Negli anni i pesci serra, da predatori golosi e avventati, sembra siano diventati più accorti nell’arte dell’attacco. Noi dobbiamo adattare tecnica e attrezzatura. Partiamo dagli ami.

Nell’articolo di surfcasting dello scorso mese abbiamo illustrato le tante potenzialità degli ami rivestiti in teflon. E abbiamo visto come, partendo dall’enorme esperienza che i carpangler hanno sviluppato sull’utilizzo di questi ami, si possa sfruttare un simile approccio anche nel surf in mare e in particolare nella pesca all’orata. Illustrando le proprietà del teflon, abbiamo evidenziato alcune caratteristiche che fanno di questo materiale un’ottima scelta. Tra queste la più interessante è il suo bassissimo coefficiente d’attrito, il più piccolo tra tutti i materiali conosciuti! Avete sicuramente capito dove voglio andare a parare… E se quindi sfruttassimo questo vantaggio anche nella pesca del serra col trancio? Sempre nell’articolo già citato, abbiamo mostrato come il sottile rivestimento in teflon preservi l’amo dall’azione negativa della salsedine. Ma questo vale sino a quando il rivestimento rimane integro. Ciò non può verificarsi con i serra, dotati di un apparato dentale affilatissimo che, al primo attacco scalfirà di sicuro la superficie. E anche un terzo vantaggio del rivestimento “magico” e cioè la capacità di rendere opaco l’amo, in pratica serve a poco, visto che i serra, in questa stagione estiva, li possiamo insidiare solo di notte quando il mimetismo dell’amo e del cavetto d’acciaio non hanno un peso significativo sul risultato finale. Ci soffermiamo quindi sul primo parametro, il minimo attrito che porta a una maggior scorrevolezza e quindi miglior efficacia nella penetrazione.


Shore Mania

Che sia da un’alta scogliera o dal molo in una zona portuale, lo shore jigging è la tecnica di spinning più efficace per i grossi predatori. Canna, mulinello e filo devono essere della massima qualità.

Partiamo subito con la domanda fondamentale: cos’è lo shore jigging? È una tecnica di spinning pesante, praticata in scogliere profonde o su moli artificiali a picco sul mare. È mirata a grosse prede, ai predatori più grandi del nostro mare quali ricciole, dentici, tonni, cernie, lampughe e barracuda. Si pratica utilizzando canne più potenti e più lunghe rispetto al classico spinning, mulinelli più grossi e esche più pesanti e delle volte anche più voluminose. Consiste nel lanciare un metal jig, facendolo cadere fino a toccare il fondo, per poi risalire con vigorose jiggate fin quasi alla superficie, a seconda della preda che vogliamo insidiare.


Light Game

La pesca light game è una delle discipline più dinamiche e divertenti dello spinning in mare. Nata in Giappone e diffusasi  sulle coste italiane, permette di insidiare specie predatrici utilizzando attrezzature leggere e artificiali di piccole dimensioni.

La pesca light game rappresenta una delle discipline più dinamiche e divertenti dello spinning in mare. Nata in Giappone e diffusasi rapidamente anche sulle coste italiane, questa tecnica permette di insidiare numerose specie predatrici utilizzando attrezzature leggere e artificiali di piccole dimensioni. Tra le esche più efficaci spiccano senza dubbio i micro jig e i piccoli minnow, due categorie capaci di garantire catture durante tutto l'anno. Il light game è una tecnica che prevede l'utilizzo di canne leggere, mulinelli compatti e fili sottili per lanciare artificiali generalmente compresi tra 2 e 15 grammi. L'obiettivo è imitare piccoli pesci foraggio, crostacei o altri organismi di cui si nutrono i predatori costieri. Le prede sono numerose: sugarelli, occhiate, spigole, serra di piccola taglia, lecce stella, barracuda giovanili, scorfani e molte altre specie che frequentano porti, scogliere, foci e spiagge.


Artificiali d'Estate

La fascia costiera del Mediterraneo, particolarmente ricca di vita, rappresenta un ecosistema di grandissimo valore e se non fosse perennemente sfruttato dalla piccola pesca professionale, sarebbe un vero e proprio paradiso marino.

Il Mediterraneo ospita moltissime specie che trovano riparo e sostentamento nelle acque più prossime alla riva. Il rimescolamento dell’acqua, a opera delle onde e delle maree, rende l’immediato sottocosta un ecosistema perfetto per moltissimi piccoli pesci, che ovviamente attirano predatori più o meno grandi. In questi ambienti si creano le condizioni ottimali per insidiare a traina con esche finte, piccoli e medi predatori, soprattutto nella fascia d’acqua che va da mezzo fondo al fondo. 


XIX Big Fish Tournament

Ventotene incorona il team Black Knight in un’edizione entusiasmante tra agonismo, eccellenza culinaria e solidarietà, come da tradizione Big Fish.

Si è svolta a Ventotene, all’inizio di luglio, la XIX edizione del Big Fish Tournament, appuntamentto di traina d’altura organizzato impeccabilmente da Nicla e Nestore Grassucci. Iniziata tra le difficoltà per il maltempo di giovedi 2 luglio, e per la scomparsa dell’amico  Ciro, come da suo volere, si è svolta regolarmente con 42 team dei 55 iscritti. Venerdì e sabato, si sono svolte in un piacevolissimo clima informale e goliardico (molti gli habitué)  le due giornate di pesca, in un campo di gara di circa 200 miglia quadrate, posizionato tra Ventotene e Ponza su fondali da 500 a 1000 metri. Il particolare meccanismo di attribuzione dei punti mirava a premiare le catture dei rostrati, del pesce spada in particolare, il vero “big fish”! Nonostante numerosi avvistamenti a galla e qualche presunto attacco, nessun equipaggio è riuscito a portarlo a pagliolo. Di contro, specialmente nella prima giornata, sono stati registrati numerosi strike, anche doppi e tripli: alalunghe e tonni striati, aguglie imperiali e qualche tonno rosso (per queste ultime specie era previsto il rilascio). Il termine della prima giornata vede in testa Prince 25 con Marco Valerio Alessandrini che conta due aguglie imperiali. La seconda giornata c’è stato il sorpasso di Black Knight e l’intramontabile Riccardo Fanelli, giunti in testa, per la cattura di quasi tutti i pesci ammessi, col criterio premiale legato alla diversità di specie, sopravanzando di 3500 punti il secondo classificato, il team Fly Fish. Come diceva Gigi Proietti, “al cavaliere nero non glie devi rompere il ...”. Infine al terzo posto si è classificato Black Shark al suo esordio a Ventotene.


I Campioni dell'Altura

Questo titolo italiano, non appartiene soltanto all’equipaggio vincitore. È il successo di un’intera associazione che ha saputo costruire nel tempo un gruppo unito, competente e animato dagli stessi valori sportivi.

Il Campionato italiano assoluto di traina d’altura 2026, quest’anno disputato a fine giugno nella prestigiosa cornice del Porto Turistico di Roma, a Ostia, per la cura della Asd Electrowave Fishing, è uno degli appuntamenti più importanti della stagione agonistica nazionale. Due giornate di grande sport, emozioni e autentica cultura del mare. Uno sforzo importante, ripagato dalla perfetta riuscita dell’evento, che ha raccolto il consenso di atleti, accompagnatori e rappresentanti della federazione. Ben trentasei equipaggi, tra i migliori specialisti della traina d’altura provenienti da tutta Italia, si sono affrontati in un campo gara che ha offerto numerose catture e ha messo alla prova le capacità tecniche, le strategie e la determinazione di tutti i concorrenti.


Master 699 Fishing

Potenza, spazio e affidabilità per vivere il mare senza compromessi, nel puro diporto come nella pesca.

Nel panorama dei gommoni dedicati alla pesca sportiva, il Master 699 Fishing rappresenta una sintesi riuscita tra comfort di navigazione, funzionalità e prestazioni. Una proposta che guarda al pescatore moderno, quello che pretende sicurezza nelle lunghe uscite offshore ma che non vuole rinunciare a spazi conviviali e a una gestione semplice anche durante la navigazione più impegnativa. La configurazione con motore Mercury 200 cavalli esalta ulteriormente il carattere del battello, offrendo accelerazioni pronte, consumi equilibrati e una riserva di potenza ideale per affrontare mare formato o trasferimenti rapidi verso gli spot di pesca.


La Sicurezza

Non sono solo le eliche a minacciare l’incolumità del subacqueo. Spesso sono pericolosi anche certi comportamenti, specialmente se non sono scoraggiati da alcuna norma.

Al momento di scrivere ancora non si è svolta la presentazione della campagna “Eliche responsabili”, prevista per il 24 luglio ai Giardini del Molosiglio, a Napoli. Un’iniziativa della Lega navale italiana per la sicurezza in mare dei subacquei e dei bagnanti, in collaborazione con la Fipsas e il patrocinio delle Capitanerie di porto - Guardia costiera. In particolare la campagna mira a prevenire gli incidenti causati dalle eliche delle imbarcazioni, spesso dovuti al mancato rispetto delle distanze di sicurezza e al mancato riconoscimento delle boe di segnalazione dei subacquei.


I Custodi del Silenzio

Come trasformare un’uscita di pesca in un’esperienza emozionante! L’autore, favorito da una natura spettacolare, riferisce con toni quasi poetici, suggestioni di un paesaggio sconosciuto ma a lui familiare. Come in una favola, la natura lo ricompensa con una cattura eccezionale, un record!

Eccovi un’avventura fatta di pura ossessione, passi felpati e silenzi d’oro. Muovendoci come ombre nella boscaglia, andiamo a caccia dei dinosauri del centro Italia: i cavedani da record! Questi ciprinidi, temprati dal tempo e dalle correnti, sono veri fantasmi d'acqua dolce. Sono diffidenti seriali e spietati nel punire ogni minimo errore, perché basta il riflesso di una canna o lo schizzo impercettibile di un movimento brusco per vederli svanire nel nulla. Ma quando la lenza si tende, l'acqua esplode e la frizione canta... allora sì, che comincia la festa!


Pesce al Timo

Non vogliamo insistere sulle necessità primarie dell’uomo (c’è già un’apposita rubrica), però il temolo ha una peculiarità che difficilmente si può anche vagamente ipotizzare: come spiega l’autore, le carni hanno profumo di timo.

Tra le specie presenti nelle acque interne dell’Italia, insidiabili a mosca, sia secca che sommersa e a ninfa, merita una posizione di rilievo il temolo. Tante sono le peculiarità di questo pesce che giustificano la sua presenza nella top ten di molti moschisti della penisola e non solo. Il tratto distintivo che ha più colpito l’immaginario dell’uomo già in tempi lontani, è il fatto che le sue carni profumano di timo: la radice del nome italiano e di quello latino (Thymallus) sigla l’unicità del temolo. Il temolo presenta inoltre una pinna dorsale molto estesa, simile a una vela, caratterizzata da una appariscente livrea con screziature grigio-scuro e azzurre e orlata di rosso, livrea che tende ad accentuarsi durante il periodo riproduttivo, in primavera. La dimensione e la colorazione della pinna dorsale fanno da contorno a una testa e una bocca piccole e a eleganti sfumature grigio argento che ornano i fianchi, assieme a una puntinatura nera abbastanza sparsa. Termina il corpo affusolato una pinna caudale ampia e forcuta, anch’essa ornata da cangianti tinte pastello.


Liquid Food

Il self made è l'arte di costruirsi in casa le esche, in particolar modo le boilies. In questo modo si possono scegliere gli ingredienti e personalizzare la ricetta in base alle proprie esigenze.

Ho già affrontato l'argomento self made sulle pagine di questa rivista partendo da semplici mix, tralasciando tutto il filone legato alla parte liquida di cui sono composte le boilies. Intanto facciamo una distinzione importante tra attrazione e nutrizione. Senza dubbio il mix dona nutrizione alle nostre esche. L'attrazione invece è la capacità di richiamare il pesce ed è data dalla parte liquida che inseriamo per impastare le esche. Con la parte liquida si rafforzano i messaggi che mandiamo alle carpe. In particolari circostanze bisogna avere una parte liquida molto attrattiva e gustativa, obbligatoriamente spinte e non basta inserire solamente le uova. Parlo dei casi dove occorre un'attrazione immediata, dove non c'è pasturazione preventiva e dove la rapidità di pesca è necessaria. Proprio perchè essendo liquida, sarà la prima a entrare in azione e deve avvenire in maniera corretta. In estate possiamo sbizzarrirci con le più svariate combinazioni di liquidi aromatici e olii essenziali, sfruttando l'elevata temperatura dell'acqua che aiuta a veicolare nelle acque i prodotti liquidi inseriti.


Crudaiola ma non troppo

Conchiglioni con ricciola al profumo di limone, pomodorini e scorzone

 Per questo mese ho pensato a una pasta che può essere consumata anche fredda, ricca e gustosa, con ingredienti rigorosamente di stagione come lo scorzone (tartufo nero estivo). È un piatto che gioca sul contrasto tra mare e terra: la ricciola è un pesce delicato ma al contempo sodo e sapido, lo scorzone possiede un profumo tipico di sottobosco, fungino e lontanamente nocciolato, ma senza la prepotenza dei suoi cugini tartufi invernali. Questa ricetta gioca altresì sui contrasti termici tra gli ingredienti, che cercheremo di valorizzare sfruttando correttamente il calore. Allacciate i grembiuli!

In cambusa - (ingredienti per 2 persone)

180 grammi di pasta formato conchiglioni; g 350 di filetto di ricciola; 1 scorzone di medie dimensioni; una manciata di pomodorini; ½ limone; olio Evo; pepe rosa; sale affumicato.

PREPARAZIONI

Filetto di ricciola - Sfilettate la ricciola e tagliate a dadini non troppo piccoli ma di dimensioni confrontabili e metteteli in una terrina. Aggiungete qualche cucchiaio di olio Evo e il succo di mezzo limone emulsionati fra loro con un pizzico di sale. Mescolate delicatamente, aggiungete qualche bacca di pepe rosa schiacciata e del sale affumicato, coprite con la pellicola e lasciate marinare in frigorifero per 10-15 minuti, rimestando di tanto in tanto.