La ricerca dei pesci da record é una pesca molto mirata e selettiva, dove ogni particolare può fare la differenza. Quando usciamo di casa con l’intento di “andare in testa” a uno di questi pesci non bisogna tralasciare nulla!
foto in alto: l’enorme bocca del black bass ingannato con un’esca che “lavora” bene in superficie ma che, all’occorrenza, può essere zavorrata per nuotare ben sotto il pelo dell’acqua
di Manuel Marras - Quando si pratica la pesca ai grossi black bass, l’attrezzatura deve essere adatta alla tecnica che vogliamo praticare. In queste righe ci soffermiamo soprattutto sulla pesca dal belly boat che in questi mesi primaverili può regalare delle belle sorprese. Fortunatamente oggigiorno il mercato propone ottimi attrezzi alla portata di tutte le tasche. L’a- zione della canna, la potenza e il rapporto di recupero del mulinello, sono da associare alle esche che utilizziamo. Per- sonalmente, monto in bobina un buon nylon o fluorocarbon da almeno 20 libbre. Pescando dal belly si può provare con un assetto a tre canne: una da 1,5 once con azione medium heavy, abbinata a un mulinello taglia 201 a recupero veloce da sfruttare con i jig, indispensabile per ferrate sicure e per “estirpare” il pesce dalle cover con velocità; una da galla o flipping, da 2 once con azione heavy fast e mulinello dal 151 al 201 con trecciato da 50-60 libbre, utile per alternare le varie pesche a galla come rana e crawler e il flipping pesante da 0,5 sino a 1,5 once; l’ultima canna, con potenza da 0,5 a 8 once (consiglio di rimanere nel range delle 4 once), deve essere abbastanza polivalente, con azione medium-heavy e montata per pescare con le big soft swimbait e hard bait, esche da 15 ai 25 centimetri. Mai come in questo caso vale la regola “esche big per pesci big” e infatti le big bait sono fondamentali per la ricerca di questi pesci. Abbiamo parlato dell’attrezzatura, ora vediamo due punti fondamentali: il meteo e la lettura dell’acqua con conseguente azione di pesca.

Meteo da big bass - Il boccalone é un animale a sangue freddo, ciò significa che la sua temperatura corporea non è costante, ma varia in base a quella dell'ambiente che lo circonda. Questo aspetto influenza direttamente la sua biologia e il suo compor- tamento. Le condizioni meteo sono pertanto un aspetto importante, essenziale per le catture di un certo spessore. Sebbene il black bass prediliga acque calde e meteo stabile e soleggiato, la bassa pressione, la leggera pioggerella, soprattutto quando arriva dopo giorni di calma e meteo regolare, così come il vento, sono tutti fattori che attivano questi pesci e ci danno la possibilità, durante un’importante finestra di attività, di “capitargli in testa” con il giusto approccio.
Lettura dell’acqua e pre frega - Saper “leggere” l’acqua è importante per interpretare correttamente le varie situazioni che si presentano, a seconda della tipologia di spot e del periodo; è importante per capire i movimenti dei pesci e stabilire le tecniche di pesca più idonee. Quando cerchiamo i grossi esemplari ci focalizziamo prevalentemente nel pre frega che avviene nei mesi di marzo e aprile. È infatti a inizio primavera che la temperatura dell’acqua aumenta dai 10 gradi invernali ai 15,5 circa, stimolando i pesci ad alimentarsi in modo smisurato, in vista dell’accoppiamento e della deposizione delle uova. L’aumento della temperatura determina quindi un exploit di attività che giunge al culmine quando si arriva a valori di circa 13-15 gradi. Questi valori, a lunghe linee, sono quelli da attendere per insidiare i persici trota di grossa taglia. Ormai da anni sono solito uscire di casa con un termometro e misurare la temperatura dell’acqua, anche perché quando i valori superano i 16 gradi i pesci, mol-to probabilmente, stanno iniziando la frega e un vero appassionato rispetta e lascia tranquilli gli animali, anche se iniziano i rituali d’amore prima della chiusura prevista il primo di aprile. Quando l’acqua raggiunge il giusto range, il meteo e il tempo libero sono dalla nostra parte, e se la lettura dell’acqua è azzeccata, dobbiamo dare sfogo alla fantasia e passione e partire alla ricerca dei pesci.


un artificiale Balam 255 zavorrato dall’autore con un sistema di fortuna, aggiungendo un piccolo piombo fissato su uno spezzone di lenza, legata sul muso dell’esca; la soluzione ingegnosa gli ha permesso di “portare al pollice” un magnifico pesce.
Due pesci da sogno - Dalla teoria alla pratica. Ecco come ho effettuato alcune catture di un black bass da sogno. Entrambe sono avvenute in una situazione parecchio simile ma con due approcci diversi. Il meteo era giusto: vento intorno ai 15 km/h e leggera pioggia che si alternava a spiragli di so-le. Ciò nonostante i pesci non erano intenzionati a mangiare. Nella prima usci- ta pre frega, dopo aver pescato con le soft bait, a galla, e a Texas dentro le co-ver e le strutture, senza risultato, ho deciso di optare per una pesca molto mira- ta e “arrogante”. Ho montato un’esca jointed, la Balam 255, zavorrata con 7 grammi di piombo per lavorare sotto il pelo d’acqua e ho iniziato con lanci lunghi e recuperi molto lenti, convinto di battere molta acqua e farmi notare viste le dimensioni dell’esca. Pescare con esche così grosse ci permette infatti di smuovere i pesci per fame ma anche per reazione. Dopo una ventina di lanci, ecco la mangiata che quasi non mi aspettavo, ma capisco subito che si tratta di un pesce grosso e nel portarlo al guadino mi ritrovo al pollice un vero big bass, che ha fermato la bilancia appena sopra i 3 chili, regalandomi una grande soddisfazione. Pochi giorni dopo, in un contesto molto simile, con lo stesso me-teo e la stessa apparente apatia dei pesci, ho deciso per un approccio sempre di ricerca. Il vento forte dei giorni precedenti aveva intorbidito l’acqua che mi ha spinto a provare una chatter bait, esca molto rumorosa, sperando che le sue vibrazioni facessero la differenza in una situazione di poca visibilità. E infatti, al terzo lancio è arrivato uno strike, ma il pesce si è slamato. L’attacco a vuoto mi ha però stimolato a insistere. Avevo infatti trovato un approccio vincente ma avevo perso una chance. E quando or-mai stavo per desistere e la pioggia mi stava per mandare a casa, finalmente è arrivata una mangiata clamorosa che ha inchiodato la canna! Con un po’ di fatica ho estratto il pesce dalla cover e l’ho portato al guadino. Era un altro pesce clamoroso, con l’ago della bilancia che si è fermato appena sotto i 3 chili. L’ennesima dimostrazione che crederci e cercare di trovare sempre la giusta chiave di lettura premia sempre, perché in questa pesca le sorprese sono sempre dietro l’angolo.
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