Open Surfcasting Duo Fium'Orbu Castellu Oriente

Una tre giorni ricca di entrecôte e jambon fromage, alla scoperta delle spiagge corse di Ghisonaccia, dove si è svolta una stupenda gara internazionale. Un resoconto completo di chi ha partecipato al contest e di sicuro vorrà tornarci.

foto in alto: Daniela Mameli (Fishing team Sardegna) con una bella spigola pescata durante la gara.

La chiamano “Ile de beauté”, in italiano “isola della bellezza”, ma la Corsica è molto di più. Per noi sardi è la nostra cugina e tanti conterranei negli anni si sono trasferiti oltre le Bocche di Bonifacio. Infatti abbondano fra i corsi molti dei nostri cognomi “tradizionali” come Murgia o Fois. Per quanto riguarda il surfcasting il legame è ancora più forte: a scorrere l’albo doro della Coppa dei Campioni, organizzata dal cagliaritano Hippocampus Club e dal locale Ombrine d’Or, si incontrano spesso i nomi di atleti sardi che si sono affermati sulle spiagge corse. A cominciare dal trio Roberto Accardi, Giulio Toni e Carlo Secci (HCC), per proseguire con Giuseppe Orro, Pino Canu e Antonio Dalu (Terranoa Olbia) e Antonio Careddu, Maurizio Interlandi e Samuele Pischedda (Ondalunga Calangianus), per finire con e Andrea Marongiu e Giuseppe Gianberduca (Circolo nautico Karel). Molti surfcaster sardi, una battuta di pesca all’anno in Corsica hanno l’abitudine di farla e finalmente, da un paio di anni c’è una bella competizione di grande fascino e altrettanto successo. Si tratta del “Open Duo Surfcasting Fium’Orbu Castellu Oriente”, organizzato dal Surfcasting Club Ghisonaccia, capitanato da Ghjuvan’ Santu Le Mao, e composto da un bellissimo gruppo di uomini, donne e giovanissimi, tutti accomunati dalla comune passione per il surf. La mia personalissima esperienza si è articolata in tre giorni indimenticabili che vi voglio descrivere.

L’autore (a dx) con il presidente della società organizzatrice, Ghjuvan’ Santu Le Mao, posano nella spiaggia di Quarcione

La partenza - È il 24 aprile, il giorno dopo del mio 58° compleanno, diciamo che questo viaggio-soggiorno-gara in Corsica è il mio autoregalo. Parto con il mio “pandino” Fiat carico a palla già alle 7:00 del mattino da casa alla volta di Santa Teresa Gallura per imbarcarmi sul traghetto, ma sono sveglio dalle 4! Dopo tanti anni di agonismo le gare mi fanno ancora questo effetto, adrenalina a mille e sonno zero. Dopo oltre un’ora finalmente sono sul traghetto, la traversata fino a Bonifacio dura un’oretta, non tanto, ma io non vedo l’ora di arrivare in terra corsa. Finalmente si sbarca e via, si riparte direzione Ghisonaccia, sulla costa est, ma senza correre, qua non si scherza con i limiti di velocità. In mattinata si è svolta la parte pratica dello stage di lancio con Biagio Morra, forse farò in tempo a seguire la lezione teorica del pomeriggio. Arrivo a destinazione attorno alle 13:00, la reception dell’albergo è chiusa a quest’ora, quindi vado a fare la conoscenza di Maurizio Perdossi del Top Casting Toscana con cui farò coppia nella gara di domani. Con lui conosco anche il suo socio Alessio Banchini, al campeggio Perla di mare. Mi rifocillano con un’ottima carbonara, un caffè, quattro chiacchere e poi di nuovo in marcia. Prendo possesso della stanza e riparto subito per il mare, ho troppa voglia di bagnare le lenze in un posto sconosciuto. Seguo per una decina di minuti lo stage di Biagio, ma il richiamo del surfcasting è troppo forte. Ghjuvan mi indica le spiagge del campo gara, probabilmente sbaglio qualcosa ma finisco comunque al mare. Lo spot è invaso di tronchi giganteschi, ma va bene comunque. La prima cattura, una mormora appena in misura, mi esalta, e con il buio arrivano anche diversi saraghi fasciati. Realizzo un carniere discreto, tutto sommato torno in albergo soddisfatto. La doccia lava via le ultime briciole di adrenalina, appena a letto crollo immediatamente e… buonanotte ai suonatori!

L’ombrina, preda abituale nelle spiagge corse, soprattutto prima del tramonto.

La gara - Il 25 aprile è il giorno della gara. Alle 10:00 c’è il raduno pregara, si respira già l’atmosfera elettrica della competizione. Lo stand della Veret con le novità attira l’attenzione di molti e, non poteva essere altrimenti, anche del sottoscritto, che in questi casi qualcosa “deve” comprare! Fra gli iscritti tantissimi atleti sardi, secondi come numero solo ai locali, ma anche qualche coppia del continente. Poi francesi e qualche altro straniero. Una volta estratti i settori abbiamo giusto un paio d’ore per pranzare e partire in campo gara. Io pranzo con gli amici del Maestrale Porto Torres, opto per una entrecôte carissima ma altrettanto squisita. La mia gara, dalle 15:00 alle 23:00 si svolgerà a Plage de Quarcione, a sud di Ghisonaccia. Il nostro picchetto è il 14, siamo “bandierina” perché i settori sono proprio con 14 postazioni, una novità assoluta. Comunque dobbiamo farci circa 400-500 metri a piedi, portandoci appresso come al solito lo stret-to necessario. In mare, a una quarantina di metri da riva, abbiamo un tavolato piatto e basso, non si incagIia per ora. Proviamo a variare le distanze di lancio, d’altronde peschiamo con due canne a testa, e Maurizio riesce a catturare una leccia stella. Provo a forzare il lancio anche io e subito allamo una discreta ombrina, la mia prima ombrina corsa! Rilancio e ne faccio un’altra, Maurizio ne spiaggia una anche lui, ma subito dopo perde la quarta a pochi metri da riva.

Col buio le ombrine spariscono, e allora con una canna provo ad accorciare il tiro. Intercetto così un branco di boghe, in mezzo alle quali riesco a ingannare anche un pagello di discrete dimensioni. Anche Maurizio tira fuori pesci e il carniere cresce. Quando manca meno di mezz’ora alla tromba di fine gara faccio un tentativo a 10-20 metri da riva con un “3x100” con tre belle arenicole. Dopo 5 minuti la canna vibra e si piega decisa, spiaggio la quarta ombrina della nostra gara! Con l’ultimo lancio porto a terra l’ultima boga. Alla fine consegniamo un sacco con 25 prede valide, niente male, potremmo aver fatto risultato. Arrivo al raduno post gara un po’ tardi, ma in tempo per mangiare un piatto del vitello di latte che è stato cucinato per ore, una prelibatezza! Scopro che alla pesa ci hanno scartato tre pesci, siamo terzi di settore, a meno di 50 punti dai secondi, e undicesimi assoluti in classifica generale, a 300 punti dai secondi! Quando si arriva così vicini rimane un po’ di amaro in bocca, ma siamo comunque contentissimi! E ci siamo pure divertiti. La bilancia decreta la vittoria di Nicholas Binucelli e Claudio Grossi (Diamond Club Viareggio), davanti a Francesco Lotto e Claudio Conte (Il Cormorano Ladispoli) e Michael Meloni e Manuela Pasquali (HCC), sardi! Le prime sei posizioni in classifica sono occupate da surfer italiani, poi ci siamo noi all’11° posto, chiudono la premiazione al 12° Alessandro Deriu e Daniela Pasca (Maestrale Porto Torres). Gabriella Carta e Daniela Mameli (Fishing Team Sardegna) vincono fra le coppie femminili, Simona Salonis, in coppia con Roberto Salonis (4 Mori), riceve il premio per la sua spigola, la preda più grossa del Trofeo, Michael e Manuela totalizzano il maggior numero di catture. Insomma un’egemonia sarda in terra di Corsica! La festa continua dopo la premiazione fino all’alba.

Il podio assoluto, con Lotto e Conte (Il Cormorano Ladispoli), Bonucelli e Grossi (Diamond Viareggio) e Pasquali, Meloni (Hippocampus Cagliari).
Marlene Chassereau Lopes, Liliana Lopez, Gabriella Carta, Daniela Mameli e Elodie Hanscotte con Julia Pouyau, sul podio come migliori box femminili.
Ancora l’autore, premiato insieme a Maurizio Perdossi come undicesimi classificati.

Un bilancio positivo - Il 26 Aprile è tempo di tornare a casa. Con gli amici toscani andiamo a pranzare in uno dei tanti ristorantini de La Ghisonaccia, e ripeto l’esperienza dell’entrecôte, anche stavolta mi alzo da tavola decisamente soddisfatto. Sulla via del ritorno rivedo le splendide cale che avevo costeggiato venerdì, tutte mi invitano a fare un paio di lanci, ma perderei la nave, e domani si lavora. Una crêpe jambon-fromage mi fa compagnia nella traversata per Santa Teresa; è bellissimo tornare in Sardegna, anche perché sbarco con una certezza: in Corsica ci torno!