Le Origini della Tecnica

Il successo dell’eging ha antiche origini e non meraviglia se queste provengono dal Sol Levante.

foto in alto: l’autore con una seppia appena pescata.

La pesca a eging nasce in Giappone, dove la cattura dei calamari rappresenta da secoli una tradizione profondamente radicata nella cultura marinara. Già in epoche antiche venivano utilizzate esche rudimentali in legno o bambù, dotate di corone di aghi, considerate le antenate degli attuali egi. L’eging moderno prende forma tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, quando i produttori giapponesi iniziano a studiare in modo scientifico il comportamento dei cefalopodi, sviluppando artificiali sempre più realistici, bilanciati e progettati per operare in diverse profondità e condizioni di pesca. A partire dai primi anni 2000, la tecnica si diffonde al di fuori del Giappone, raggiungendo Asia, Australia e Europa e trovando nel Mediterraneo un ambiente particolarmente favorevole. In Italia l’eging si afferma rapidamente grazie allo sviluppo di attrezzature dedicate, contenuti specializzati e una vivace attività agonistica. Negli ultimi anni l’eging si afferma come una delle tecniche più apprezzate, conquistando un numero crescente di appassionati anche nel Mediterraneo. Questa disciplina si distingue per l’impiego di attrezzature leggere, un’elevata precisione tecnica e un approccio dinamico alla pesca dei cefalopodi. Nato come metodo specifico per la pesca del calamaro, l’eging si è dimostrato efficace anche per la cattura delle seppie. Il fulcro della tecnica è rappresentato dall’egi, un’esca artificiale progettata per stimolare l’attacco attraverso il movimento, l’assetto in acqua e il contrasto cromatico. A dif- ferenza delle tecniche tradizionali, l’eging non prevede l’uso di esche naturali, ma si basa su una presentazione attiva dell’artificiale.

Attrezzatura - Per praticare l’eging in modo efficace è necessario utilizzare attrezzatura specifica: canna di lunghezza compresa tra 8’ e 9’ (m 2,4–2,7 ) con azione fast o regular-fast e una cima sensibile in grado di percepire le mangiate durante la fase di affondamento; mulinello di taglia 2500 o 3000, caratterizzato da un recupero fluido e da una frizione progressiva; filo trecciato PE 0.6-0.8 per garantire elevata sensibilità e una buona gittata di lancio, abbinato a un finale in fluorocarbon con diametro di mm 0,26 circa; egi di misura compresa tra 2.5 e 3.5 per i calamari e tra 2.5 e 3.0 per le seppie, da selezionare in base a profondità, luminosità e velocità di affondamento. 

Tecnica - La tecnica prevede un’alternanza di jerkate e pause di affondamento controllato. La maggior parte delle abboccate avviene durante la fase di discesa dell’artificiale ed è spesso percepita come un improvviso appesantimento della lenza. Nel caso della seppia, specie generalmente meno aggressiva rispetto al calamaro, risultano più efficaci movimenti lenti, jerkate brevi e pause più prolungate, in particolare su fondali bassi e sabbiosi. L’osservazione del comportamento del cefalopode consente di adattare correttamente il ritmo e la presentazione dell’esca.

 Dove e quando - Nel Mediterraneo i periodi più favorevoli per la pratica dell’eging vanno dall’autunno inoltrato alla primavera, con un incremento dell’attività nelle ore crepuscolari e notturne. Gli spot più produttivi comprendono porti, moli, dighe foranee, scogliere artificiali e zone caratterizzate da fondali misti e presenza di posidonia. Le condizioni ideali includono mare calmo o poco mosso, corrente moderata e una buona ossigenazione dell’acqua.

Conclusioni - La crescente diffusione dell’eging rende fondamentale l’adozione di un approccio responsabile alla pesca. Il rispetto delle normative locali, delle taglie minime e dei periodi riproduttivi, è essenziale per la tutela delle popolazioni di cefalopodi e per garantire una pratica sostenibile nel tempo. L’eging rappresenta oggihĥ una delle tecniche più affascinanti e emozionanti per la pesca dei due molluschi. Precisione, sensibilità e capacità di interpretare l’ambiente circostante costituiscono elementi determinanti per il successo. Si tratta di una disciplina moderna e in continua evoluzione, capace di coinvolgere e appassionare pescatori di ogni livello.