Benzina o elettrico? L’autore precisa che si tratta di due soluzioni diverse, una ti salva in caso di panne, l’altra è più utile a pesca. La sicurezza va privilegiata quindi la dotazione ideale prevede entrambe le soluzioni.
foto in alto: A prescindere da come ci si organizza, ciò che conta veramente è issare a bordo un grosso predatore.
Chi pratica la traina col vivo sa benissimo quanto sia importante avere un affidabile motore ausiliario per le battute di pesca. Negli ultimi due anni il motore elettrico di prua si è molto diffuso sulle imbarcazioni degli angler della penisola garantendo accuratezza e precisione nelle rotte da effettuare. Inoltre, spesso, il motore elettrico risulta un affidabile skipper di bordo che ci garantisce un’elevata manovrabilità dell’imbarcazione in tutte le condizioni, perché integrato con il chartplotter di bordo. Infatti, il grosso vantaggio di questi recenti ausiliari è la possibilità di impostare una rotta sul cartografico e farla seguire dal nostro motore elettrico. In questo modo avremo un pilota automatico affidabilissimo che consente di farci stare sulla rotta alla velocità desiderata, effettuando virate e passaggi sulle cigliate a noi note, per concentrarci unicamente sulla sessione di pesca. Per chi pesca in solitaria questo è il vero punto di forza del motore elettrico insieme alla modalità ancora. Inoltre il motore elettrico è molto silenzioso, cosa che può essere di aiuto con i predatori smaliziati e diffidenti. Forse l’unico limite di questa macchina rivoluzionaria è la limitata riserva energetica che non consente di poterlo utilizzare come motore di riserva in caso di emergenza. Mi è capitato in passato di avere problemi col motore principale a diverse miglia dalla costa con mare di maestrale montante e onde oltre il metro e mezzo. Non è una situazione piacevole! Ma in quei casi il mio fidato ausiliario a benzina da 8 cavalli High Thrust mi ha riportato in porto sano e salvo dopo ore di navigazione.

Pertanto consiglio sempre per motivi di sicurezza di dotarsi prima di un ausiliario a benzina come secondo motore e poi eventualmente valutare l’acquisto di un terzo motore di prua elettrico per la pesca. Io utilizzo ausiliari a benzina anche nella pesca con ottimi risultati nelle tecniche di pesca verticali, a traina o scarroccio controllato col vivo. Dopo aver accumulato un bel po' di esperienza e diversi tentativi di calate andate a vuoto, è possibile infatti stare in pesca in situazioni estreme come la pesca in verticale su un relitto profondo, anche oltre i 100 metri, azionando la retromarcia dell’ausiliario per contrastare lo scarroccio del moto ondoso e delle correnti.
Benzina - In base dall’art. 58 del decreto ministeriale n. 146 del 29 luglio 2008 un motore è considerato ausiliario quando è installato fuoribordo, abbia una potenza non superiore al 20% di quella del motore principale e sia munito del certificato d'uso. Il motore ausiliario è impiegato in caso di avaria del motore principale e non concorre al calcolo della potenza e della cilindrata che potrebbe richiedere la patente nautica. Esistono numerosi modelli con potenze variabili tra 2 e 20 cv e caratteristiche differenti che spesso disorientano il cliente. Uno degli aspetti più importanti nella scelta dell’ausiliario è quella dell’affidabilità in termini di: accensione immediata e mantenimento regolare della velocità di traina. La sventura più grande che possa capitare a un accanito trainista, infatti, è quella di trovarsi nella situazione in cui non parta il motore ausiliario, dopo aver fatto una levataccia all’alba per garantirsi qualche calamaro ed essere giunto sullo spot di pesca per iniziare a trainare.

Queste situazioni sono molto frequenti nel caso degli ausiliari monocilindrici e con diverse ore di moto per via di possibili ossidazioni o ostruzione del cicler del carburatore. L’esperienza ci porta pertanto a preferire i bicilindrici in quanto più equilibrati in moto per le minori vibrazioni e oscillazioni create dal blocco motore, e questo è un vantaggio anche per la pesca, per i minori disturbi sonori trasmessi in profondità. Inoltre i bicilindrici garantiscono anche una maggiore regolarità di funzionamento sia al minimo che a velocità di traina più sostenute sopra al nodo e mezzo, quando si traina alla ricerca di grossi pelagici. La potenza dell’ausiliario ovviamente è strettamente correlata al dislocamento dell’imbarcazione quindi possiamo partire da motori da 6 cv per imbarcazioni fino a 6 metri per salire a potenze nella fascia dagli 8 cv fino a un massimo di 20 cv per imbarcazioni più grandi. Soprattutto per i più grossi è consigliabile la classe “High Thrust”, cosiddetta da “spinta” o “lavoro”, con un rapporto di trasmissione ottimizzato per la migliore spinta in marcia e retromarcia garantendo una manovrabilità fluida e un regime costante di navigazione anche in condizioni meteo marine non favorevoli o velocità irrisorie. Per imbarcazioni con difficoltà di accesso allo specchio di poppa si consiglia l’avviamento elettrico, magari con accoppiamento delle batterie dei servizi ausiliari, e collegamento all’alternatore ad alte prestazioni, che garantiscono i motori high thrust, in modo da ottimizzare la carica delle batterie, messe a dura prova nelle lunghe giornate di traina a causa degli assorbimenti della pompa del vivo e della strumentazione a bordo.

Installazione - Se lo specchio di poppa lo permette, la soluzione migliore è sicuramente quella d'installare il motore ausiliario vicino al motore principale, seguendo le indicazioni del costruttore, che dipendono in gran parte dalla lunghezza del piede. Una soluzione alternativa è una piastra d’acciaio da installare sullo specchio di poppa, magari al posto della scaletta per la risalita. Altra ipotesi, per motori ausiliari di peso superiore ai kg 40, come nel caso degli High Thrust, è quella di realizzare un bracket da installare a poppa con delle contro-staffe interne di acciaio inox e perni e bulloni autobloccanti adeguati. Quando si pesca a traina, in particolare in solitaria, spesso dobbiamo effettuare manovre repentine, quali, ad esempio, accelerare con l’ausiliario per staccare una cernia o una lola da eventuali rocce o anfratti. Per questo è indispensabile una grande attenzione nella installazione sullo specchio di poppa dell’ausiliario il quale deve garantire la massima manovrabilità per far fronte a improvvise variazioni di direzione, velocità e inversioni di marcia. Un’ottima soluzione, la più usata, è la barra di accoppiamento al fuoribordo principale.

Con questo sistema, che rende solidali i due fuoribordo, si governa l’imbarcazione attraverso il timone, manovrando comodamente dalla postazione di guida principale. II mercato offre parecchie soluzioni, la più semplice, flessibile ed economica è sicuramente la barra filettata con due snodi sferici a sgancio rapido alle estremità che vengono fissati ai motori. Questa ha il vantaggio che può essere facilmente rimossa e posizionata in pochi secondi lasciando libero l’ausiliario per essere sollevato negli spostamenti tra uno spot di pesca e un altro. Compiuto l’accoppiamento è consigliato dotarsi di una doppia manetta vicina a quella del motore principale e passare due cavi per il cambio delle marce dell’ausiliario e un secondo cavo da accoppiare alla leva della mandata di carburante all’interno del blocco motore dell’ ausiliario. In questo caso staremo comodamente seduti in consolle e potremo comandare il nostro ausiliario dalla postazione di guida in quanto risponderà a tutti i principali comandi: cambi di direzione, cambi di marcia, cambi di velocità. Se l’ausiliario è dotato di avviamento e trim elettrici, possiamo anche dimenticarci di andare a poppa per le attività di accensione, spegnimento, sollevamento e abbassamento del motore. Infine, solo per i proprietari di entrobordo in linea d’asse, in cerca di motore ausiliario, è possibile realizzare una piastra basculante a 360° che consente di posizionare il motore in acqua in pochi secondi e non avere ingombri a poppa, fastidiosi in navigazione o in combattimento, ad esempio quando si è in assetto di pesca d’altura.

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