Editoriale 9/2026

Il destino è segnato! In mare, e non solo, ci sarà sempre meno piombo. A iniziare dai piombini più piccoli e insidiosi. I soggetti a rischio contaminazione sono principalmente gli uccelli migratori e i bambini. Il dito è puntato sulla caccia, ma la pesca sportiva e ricreativa è coinvolta allo stesso modo, tanto che alcuni paesi dell’Unione hanno già adottato misure restrittive. A spingere sulle limitazioni all’uso del piombo sono anche due associazioni di categoria, l’EFTTA (European fishing tackle & trade association) e l’EAA (European anglers alliance), le quali si aspettavano una risoluzione che vietasse l’uso e la vendita del piombo da pesca. Ma, a questo giro Strasburgo e Bruxelles hanno fatto orecchie da mercante e seppur adottando misure restrittive, di fatto hanno indebolito il corpo di un regolamento severo, e spostato più in là la deadline che farà scattare le disposizioni anti Pb. Quindi, probabilmente nei primi mesi del prossimo anno, ovvero dopo la pubblicazione del nuovo regolamento nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione, nei paesi Ue, pur consentendone l’uso, sarà gradatamente (nell’arco di 5 anni) vietata la vendita di lenze da pesca e piombi fino a un chilo, siano essi zavorre o esche. Con queste premesse è chiaro che il problema (non di poco conto) è, e sarà, per gli operatori della pesca sportiva e ricreativa, nonché per l’utilizzatore finale, individuare un materiale sostitutivo che sia altrettanto valido in termini di prestazioni ma anche e forse soprattutto, in termini economici.