Editoriale 11/26

La 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova si è conclusa con un bilancio decisamente positivo, grazie a 138.273 visitatori (in crescita dell’11,3% rispetto al 2025), oltre mille imbarcazioni esposte, 215 novità, più di 4.600 prove in mare e 1287 giornalisti accreditati. Ma, al di là dei numeri, il dato più incoraggiante è il ritorno della fiducia tra gli operatori. Secondo gli organizzatori, numerosi cantieri hanno concluso contratti durante la manifestazione e alcuni espositori hanno parlato della migliore edizione degli ultimi quindici anni sotto il profilo commerciale. Segnali positivi sono arrivati anche dalla piccola e media nautica, comparti che negli ultimi anni hanno sofferto maggiormente il rallentamento del mercato. Il nuovo Waterfront di Levante ha contribuito al successo, offrendo una cornice espositiva di grande fascino, anche se restano da migliorare accessi e collegamenti interni. Tuttavia, l'entusiasmo non deve far dimenticare un problema che riguarda da vicino anche la pesca sportiva. La nautica italiana rappresenta un'eccellenza internazionale, soprattutto nella costruzione delle grandi imbarcazioni, ma la sua vitalità dipende anche da chi acquista un piccolo open, un gommone o un fuoribordo. L'aumento dei prezzi e dei costi di gestione rischia di allontanare dal mare una parte importante degli appassionati, soprattutto i più giovani. Per questo meritano attenzione le iniziative dedicate alle imbarcazioni economiche e alla nautica senza patente. Genova ha dimostrato che il settore possiede ancora energia e capacità di attrarre pubblico e investimenti. Adesso la sfida è trasformare questo successo in una ripresa duratura, capace di coinvolgere tutte le fasce del mercato in un contesto dove si spera, tutti possano permettersi di andare per mare.