Lotta alla Pesca Illegale
A dieci anni di distanza: come le misure dello Stato di approdo stanno escludendo le catture illegali (INN) dai mercati.
Dieci anni fa, la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) ha raggiunto una tappa fondamentale con l'entrata in vigore dell'Accordo della FAO sulle Misure dello Stato di Approdo (PSMA). Il PSMA è il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante specificamente concepito per contrastare la pesca INN, rendendo molto più difficile l'accesso ai mercati del pesce catturato illegalmente e affrontando direttamente gli incentivi che alimentano questa pratica. Nel Mediterraneo e nel Mar Nero, la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) ha tradotto questi impegni globali in azioni regionali. La regione attua misure chiave degli Stati di approdo già dal 2008, in particolare promuovendo l’uso di tecnologie quali i sistemi di monitoraggio delle navi (VMS), la cui installazione è ora obbligatoria sulle flotte nazionali. La CGPM ha inoltre istituito un elenco delle navi IUU e conduce programmi di ispezione congiunti.

Una pietra miliare per il monitoraggio nel Mar Nero: installati transponder VMS avanzati su tutta la flotta turca.
Quest'anno è stato compiuto un importante passo avanti nell'ambito dei progetti finanziati dal GEF «Gestione della pesca e basata sugli ecosistemi per il Mar Nero» (FishEBM Black Sea) e “Pesca e gestione basata sugli ecosistemi per l’economia blu del Mediterraneo” (FishEBM Med): entro la fine del 2026, oltre 850 imbarcazioni, la maggioranza della flotta da pesca industriale turca, saranno dotate di transponder avanzati del sistema di monitoraggio delle navi (VMS). La Turchia gestisce la più grande flotta peschereccia e registra la produzione di catture più elevata nell’area di applicazione della GFCM. L’installazione dei nuovi dispositivi, insieme all’inaugurazione del Centro di controllo della pesca del Mar di Marmara a Yalova l’8 maggio 2026, segna un significativo passo avanti nel rafforzamento della capacità regionale di monitoraggio, controllo e sorveglianza (MCS). I dispositivi forniranno alle autorità dati operativi in tempo reale, tra cui posizione, velocità e rotta, consentendo il tracciamento in tempo reale delle imbarcazioni. Genereranno inoltre avvisi quando le imbarcazioni operano in zone di pesca soggette a restrizioni o svolgono attività in cui la pesca è vietata. I dispositivi forniranno alle autorità dati operativi in tempo reale, tra cui posizione, velocità e rotta, consentendo il monitoraggio in tempo reale delle imbarcazioni. Genereranno inoltre avvisi quando le imbarcazioni operano in zone soggette a restrizioni di pesca o svolgono attività in cui la pesca è vietata.

Sfruttare la tecnologia VMS per un controllo realmente regionale
I paesi della regione hanno deciso di adottare la nuova tecnologia VMS poiché consente alle autorità di sorvegliare vaste zone che altrimenti sarebbero difficili da controllare. La GFCM ha condotto studi pilota per garantire che i paesi scelgano la tecnologia più adatta alle loro esigenze. Inoltre, facilita l'installazione di nuovi dispositivi sulle flotte nazionali. Nell'ambito del progetto FishEBM MED, il Montenegro e l'Albania sono pronti a installare i dispositivi sulle loro flotte di piccola scala entro la fine dell'anno. Colmare le lacune nell’applicazione delle norme richiede solide capacità di monitoraggio, controllo e sorveglianza (MCS). Ispettori e funzionari della pesca provenienti da tutta la regione si sono riuniti per approfondire la loro conoscenza degli strumenti MCS in occasione di tre corsi di formazione della GFCM tenutisi a Malta, in Spagna e in Turchia. Durante i corsi, i funzionari hanno anche lavorato alla definizione di una metodologia più armonizzata per valutare meglio la pesca INN, dato che il fenomeno rimane difficile da definire con precisione. Formazione MCS a Malaga, Spagna ©FAO-GFCM/Carlos Díaz Martin Parallelamente, Albania, Georgia e Ucraina hanno avviato iniziative per sviluppare piani d’azione nazionali volti a combattere, scoraggiare ed eliminare la pesca INN (NPOA-IUU), individuando le misure giuridiche e istituzionali necessarie per allineare i quadri nazionali agli standard regionali e alle migliori pratiche internazionali. La Turchia è pronta a lanciare a breve il proprio NPOA-IUU.

Trasformare gli impegni in risultati concreti
A dieci anni dall’entrata in vigore del PSMA, i paesi del Mediterraneo e del Mar Nero continuano a onorare gli impegni internazionali con risultati misurabili. La pressione di pesca nella regione è diminuita di circa il 50% dal 2013 e gli stock sovrasfruttati si trovano al livello più basso mai registrato nelle serie temporali valutate. Questi progressi riflettono anni di cooperazione, impegno e investimenti in sistemi di gestione e controllo più efficaci. Informazioni sulla GFCM La GFCM è un'organizzazione regionale di gestione della pesca che opera nell'ambito della FAO, la cui competenza si estende a tutte le acque marine del Mediterraneo e del Mar Nero. Il suo obiettivo principale è garantire la conservazione e l'uso sostenibile delle risorse marine viventi, nonché lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura. I membri della GFCM comprendono 24 parti contraenti (Albania, Algeria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Egitto, Unione Europea, Francia, Grecia, Israele, Italia, Libano, Libia, Malta, Monaco, Montenegro, Marocco, Romania, Slovenia, Spagna, Repubblica Araba Siriana, Tunisia, Turchia, Ucraina) e cinque parti non contraenti cooperanti (Bosnia-Erzegovina, Georgia, Giordania, Moldavia, Arabia Saudita).
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