Carpe Difficili

Dopo la pioggia arriva sempre il sereno. È un detto che vale anche nella pesca; dopo i periodi “no”, se la passione è vera, la ruota gira nel verso giusto.

foto in alto: Alessio Marongiu con una regina pescata all'inizio di aprile.

In ogni nostra passione possono capitare dei periodi difficili dove tutte le cose non vanno per il verso giusto. E questo succede anche se ci mettiamo impegno e sacrificio. Spesso mi trovo da solo in fiume guardando lo scorrere dell'acqua, ascoltando il rumore del vento che fa muovere le foglie, annusando il profumo della natura. A volte il non riuscire a catturare nulla per ore e ore crea sconforto, soprattutto se ciò si protrae per molte sessioni. Ma i momenti difficili servono per assaporare ancor di più le situazioni favorevoli e le rendono uniche e speciali. Nei periodi “no”, quando non si riesce a catturare o peggio, i pochi pesci che allamiamo si liberano sotto i nostri occhi, bisogna capire la causa che ha portato a tutto ciò, cercando di analizzare il problema e trovare una soluzione. Ad esempio, se ci intestardiamo a lanciare sempre nello stesso spot, pasturando assiduamente, è probabile che le catture diminuiscano considerevolmente. Meglio cambiare zona lasciano in stand-by quel settore.

Il cambio di spot ci aiuta a ritrovare stimoli, soprattutto se veniamo da una serie di cappotti. Se di uno spot vogliamo capire il suo potenziale allora è meglio adottare una pasturazione di condizionamento per poi “martellare” quella zona costantemente con battute di pesca. Questo può garantirci dei risultati positivi, ma dovremo sempre mettere in preventivo alcune giornate no. Con tanti anni di pesca alle spalle posso tranquillamente dire che per avere dei risultati in pesca non bisogna mai tralasciare la pasturazione preventiva e la costanza di pesca. Alcuni dei miei record personali sono arrivati proprio grazie a questo, scegliendo bene lo spot e pasturandoci a dovere. Come ho già scritto in precedenti articoli in questa rivista, la pasturazione preventiva è alla base di questa disciplina. Richiamare il pesce nella zona desiderata è fondamentale. Ed è solo insistendo che arriveranno dei risultati. Certo poi tutto dipende da cosa cerchiamo e da quello che lo spot può offrire, ma se ci impegniamo e iniziamo con una lunga campagna di pasturazione, non dobbiamo cedere alle prime difficoltà perché siamo nella strada giusta e verremo premiati. 

L’arrivo di un temporale: situazione che cambia il comportamento dei pesci.

Pensare positivo - Se vogliamo iniziare un percorso per capire il potenziale di uno spot allora dobbiamo mettere in conto errori, sbagli e situazioni sfortunate. Ricordiamoci che la più bella vittoria è quella che deve ancora arrivare. Se viviamo la nostra passione in solitaria, allora nulla deve essere lasciato al caso, perchè ogni cattura, lo ribadisco, vale oro! Gran parte delle mie sessioni le ho svolte nei fiumi del mio paese nel sud Sardegna e al 90% sempre in solitaria. Mi piace stare da solo in pesca, proprio per ricaricare le pile e affrontare la vita di tutti i giorni; il carp fishing mi trasmette delle sensazioni positive. I momenti difficili sono frequenti; quante volte sarà capitato anche a voi di andare a pesca con le condizioni ottimali e non riuscire a catturare nemmeno un pesce? Il bello della pesca è proprio questo, il fascino del non sapere, del non vedere cosa succede al di sotto dello specchio d'acqua che stiamo affrontando. È questo qualcosa che rende tutto magico e ci fa vivere continuamente nel nostro “mondo dei sogni”. La parola giusta è reagire; reagire agli sbagli, ai momenti no e soprattutto alle difficoltà superflue che non hanno nulla a che vedere con i problemi della vita di tutti i giorni. Ecco perchè tutto bisogna viverlo senza ossessioni, senza pressioni, perchè l'importante è essere lì in pesca sulle sponde a fare ciò che amiamo e ciò che ci far star bene.  

Variabili - Tra le variabili che hanno contraddistinto questo inizio anno negli spot che frequento, le forti piogge e il freddo hanno avuto una grande importanza. L’inverno piovoso ha fatto sì che si riempissero gli invasi e tutti i fiumi e laghi della Sardegna sono stati caratterizzati da questo fenomeno. I fiumi sardi hanno riversato grandi quantità di acqua in mare, trascinando detriti e materiali di ogni genere. Molte carpe anche di taglia sono state trascinate sino in mare. Una situazione anomala che non si manifestava da tantissimi anni e che ha di fatto bloccato l'arrivo della frega, evento che abitualmente si svolge a inizio primavera. Ecco spiegato uno dei motivi di alcune sessioni negative, anche se possono essere tante altre come lo spostamento della zona di alimentazione causata dalle piene che trasforma il fondale. Sono momenti complicati da affrontare con la massima preparazione senza lasciar nulla al caso. Ad esempio, se pensiamo al vestiario, mai come in questo caso dobbiamo usare l’attrezzatura di prima qualità, necessaria per garantirci il massimo comfort sotto la pioggia e il vento forte. Massima attenzione all'azione di pesca e soprattutto, quando stiamo andando a guadinare la nostra preda, facciamo attenzione a dove mettiamo i piedi per evitare di inciampare su qualche sasso o peggio ancora di scivolare e finire in acqua. Prudenza e attenzione sono alla base del nostro hobby e non preoccupiamoci troppo per un pesce perso, perchè tanto non è questo che ci potrà fermare, anzi!