VI Trofeo Dello Stretto

Un evento in crescita con un'organizzazione matura e propositiva. E poi pesci, pesci e pesci e tante barche, tanta fatica, ma anche tanto divertimento.

ph: Marco Oteri - Foto in alto: Davide Puglia imbarca una delle tante alalunghe che hanno consentito la vittoria di Palamiti Kid.

Si è conclusa il 20 settembre scorso a Reggio Calabria la sesta edizione del Trofeo dello Stretto, una gara di pesca in altura, organizzata dalla locale Asd CH-69.

All'evento hanno partecipato ben 35 equipaggi, alcuni dei quali da altre regioni, a conferma dell'interesse del mondo agonistico verso questa manifestazione.

Il piazzale dell'arena Ciccio Franco con le postazioni di Honda Marine e Raymarine, principali sponsor dell'evento.

L'accoglienza è stata anch'essa un evento, non solo per il calore, l'organizzazione impeccabile, l'aperitivo rinforzato sulla spiaggia e un kit di benvenuto sostanzioso, ma anche per l'originalità. Quest'anno, infatti, emozione e colore hanno trovato una forma espressiva musicale (autori il gruppo locale Il Peggio), in particolare con due pregevoli pezzi che cantano di pesca e del Trofeo.

Day one - Quindi, dall'arena "Ciccio Franco", con quelle note di sottofondo, Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio, ha dato il via, mentre il cielo grigio si colorava del tricolore e di blu.

Fantastica veduta di Reggio Calabria col suo lungomare più bello d'Italia.

Gli equipaggi, con un mare tranquillo, si sono mossi velocemente verso meridione nelle poste migliori ma già alle 12:00 allertati dalla Guardia Costiera per un inaspettato fortunale in arrivo, hanno dovuto ripiegare sotto costa, monitorati da un tracker in dotazione a tutte le imbarcazioni, e riprendere l'attività solo dopo due ore.

Al rientro, atteso dopo il fine gara alle 19:00, si contano i pesci: 69 allunghe. E' un dato questo, che pone le acque di Reggio Calabria tra le più fortunate e consigliate nel Mediterraneo per la pratica del big game e giustamente, come ha detto Cannizzaro, "dimostra che la pesca sportiva nel nostro territorio è certamente motore di attrazione turistica.".

Alla canna il presidente Roberto Malara mentre combatte un'alalunga.

Day two - Vissuto il tramonto del primo giorno, è l'alba la cornice di una seconda partenza mozzafiato, questa volta illuminata da fuochi al bagliore, solo luce.

Al VI Trofeo dello Stretto i bagliori dell'alba partono direttamente dal mare.

Alle 06:00 la flotta riprende la navigazione che non supera, come da regolamento, il parallelo di Giarre, anche perché i pesci si trovano più vicini, tra le 3 e 9 miglia da Punta Pellaro e Capo dell'Armi. Qualche sporadico e leggero piovasco non impedisce agli sportivi di rientrare con un altro bottino importante: 50 pesci tra cui un'aguglia imperiale.

Da sn: Umberto Simonelli (GlobalFishing), Roberto Malara (presidente CH-69) - Il team vincente Palamiti Kid: Enzo Pettinato, Marcello Scaglione (capitano), Davide Puglia, Fortunato Toscano, Luca Ferro.

La manifestazione, vero evento turistico-culturale, si è conclusa domenica nella splendida cornice della terrazza dell’hotel Excelsior con la cena di commiato al ristorante Gala e la premiazione dei primi cinque classificati, oltre ai riconoscimenti per la preda più prestigiosa (Pilothouse - cap. Bruno Marrara); la preda più pesante (Lupo Solitario - cap. Natale Polimeni); per il multi-catture (Big Game - cap. Mauro Mazzeo).

Roberto Malara, presidente del sodalizio reggino, riceve da Umberto Simonelli (web magazine GlobalFishing), il riconoscimento “Fishing & Territory Award” che ha come scopo quello di premiare chi, nel mondo della pesca ricreativa, grazie al suo operato ed alle sue iniziative non solo ha valorizzato l’attività alieutica ma ha anche contribuito alla valorizzazione del territorio.
Un'abile raffiata e il pesce può salire a bordo.

La gara del capitano Marcello Scaglione: "Ero qui, anche
lo scorso anno e certamente ci sarò anche il prossimo, vista l'eccellente organizzazione e l'ambiente piacevolissimo. Conosco bene questa area di pesca, anche se di solito pesco dall'altra parte dello Stretto, intorno alle Eolie. Comunque, a bordo del mio Trimarchi 8,50, spinto dai 2x200 hp Suzuki, con l'equipaggio ormai rodato, ci siamo diretti senza indugi verso le batimetriche intorno ai 1000 metri più vicine alla Sicilia. Diciamo che le condizioni di pesca erano
abbastanza impegnative. Onde e luci ci hanno costretto a un'attività continua, sia per il governo della barca sia per individuare l'esca giusta nei repentini cambi di luminosità. Fortunatamente prima che interrompessero la gara, siamo riusciti in seguito a un doppio strike a imbarcare con le nostre attrezzature da 20 libbre, almeno un'alalunga. Nella ripresa siamo stati bravi e abbiamo totalizzato 4 catture totali. Il giorno seguente abbiamo insistito con tanta determinazione, questa volta più vicini alla Calabria navigando su batimetriche grosso modo tra i 1000 e 1500 metri. Tra la sessantina di esche provate ha avuto successo il kona JLC viola e il Rapala testa rossa quando ci siamo resi conto che i pesci mangiavano più a fondo. In chiusura è arrivata una bella aguglia imperiale su una White Monkey piombata viola e rosso. Credo che il successo ottenuto sia in gran parte legato all'insolito e nutrito giro con i tantissimi artificiali. Concludo con un ringraziamento sincero all'organizzazione.

Palamiti Kid con Luca Ferro e Marcello Scaglione che sostengono due bei pezzi.