Usati da molti anni nelle gare di pesca alla trota e in seguito nel carpfishing, gli ami con rivestimento in teflon trovano un’utilissima applicazione anche in mare, nella caccia delle orate, grazie ad alcune caratteristiche che li rendono micidiali.
foto in alto: l’autore sorride per la bella cattura, ottenuta grazie a un vivace granchietto, innescato su due ami rivestiti in Ptfe.
La pesca è contaminazione, quello che si dimostra efficace per una tecnica, spesso lo può diventare per un’altra. Nel numero di giugno di Mondo Pesca, Alessio Marongiu che scrive di carpfishing, descrisse l’utilizzo degli ami rivestiti in teflon nella pesca ai grossi ciprinidi in acqua dolce. Niente di nuovo, questi ami da anni sono usati con profitto in acque interne, dalla trota lago, al carpfishing appunto. I giapponesi possono avere tanti difetti ma di sicuro non mancano di capacità di osservazione, hanno intuito le potenzialità del teflon, l’hanno studiato e hanno sviluppato modelli di ami anche per l’utilizzo in mare, con un ventaglio di possibili applicazioni, praticamente infinito. L’articolo di Alessio si soffermava sull’utilità degli ami rivestiti in teflon con prede dotate di un apparato boccale molto resistente e coriaceo, come quello delle carpe che nuotano sfidando la forte corrente dei fiumi e dei canali. Ma allora, perché non provare a usare il teflon an-che con le orate?

Politetra… cosa? - La parola teflon è entrata nell’uso comune perché questo materiale ha trovato negli ultimi decenni molte applicazioni in tantissimi ambiti della vita di tutti i giorni. Teflon è il nome commerciale del politetrafluoroetilene (Ptfe), un polimero plastico che ha delle caratteristiche davvero interessanti: resiste ad altissime temperature (fonde a 327° C), è insolubile in acqua o in qualsiasi altro solvente organico, ha ottime qualità di scorrevolezza e di antiaderenza. I suoi campi di applicazione sono davvero tantissimi: la fabbricazione del rivestimento nelle pentole antiaderenti; l’impiego su molti componenti per motori, per le eccellenti doti di contenimento degli attriti e della conseguente riduzione del surriscaldamento delle parti meccaniche; nell’industria elettrica svolge un ruolo importante, grazie alle sue proprietà isolanti; nei sistemi idraulici ha quasi del tutto sostituito la canapa per mantenere la tenuta stagna negli impianti. Un materiale così interessante non poteva sfuggire all’attenzione dei produttori di attrezzi per la pesca, sempre alla ricerca di novità da proporre agli appassionati.

I vantaggi del Ptfe - Il Ptfe, nella pesca, non è una semplice moda, poiché le sue prodigiose proprietà possono davvero rendere più efficace l’azione di pesca. Nello specifico, se parliamo di ami, il teflon ha il coefficiente d’attrito più basso tra tutti i materiali conosciuti. Questa strepitosa caratteristica è stata sfruttata per ottimizzare gli ami da pesca. Rivestendo questi ultimi con il “magico polimero” si ottiene, infatti, un prodotto che alle già ottime caratteristiche primitive dell’amo, aggiunge penetrabilità, durata e anche un po’ di mimetismo. Il bassissimo coefficiente d’attrito aumenta il potere penetrante dell’amo. Questa è di sicuro la caratteristica più evidente quando lo si prende in mano. Se la punta già in partenza è ben affilata, con una minima pressione penetra, scorrendo senza attrito in modo uniforme quasi non incontrasse alcuna resistenza; davvero sbalorditivo! Il rivestimento ha anche lo scopo di proteggere l’amo dall’azione ossidante della ruggine e da quella corrosiva dell’acqua di mare. Questo concetto è da ribadire poiché, parlando tra appassionati, spesso emerge la falsa convinzione che l’acqua salata sciolga in un attimo il rivestimento, ma come abbiamo visto il Ptfe è insolubile in acqua. A queste due doti si può aggiungere un certo mimetismo che il teflon conferiscve all’amo. Infatti il rivestimento rende opaca la superficie, diminuendo di fatto spiacevoli riflessi che potrebbero insospettire i pesci.

Prova sul campo - “Abbiamo voluto fare una prova sul campo”, si direbbe in questi casi. La verità è che, con l’amico Marco Anedda, volevamo sfuggire per qualche ora alla città e al lavoro e ci siamo rifugiati in una spiaggia del comprensorio di Costa Rei, nel sud est della Sardegna. Gli ultimi bagnanti abbandonavano la spiaggia mentre noi, in attesa del tramonto, posizionavamo i picchetti e le canne. Il vento che arrivava dal mare non era per niente confortante, caldo e umido e neanche abbastanza intenso da sollevare una minima onda. Una condizione non certo ottimale. Ma noi confidavamo sulla presenza di qualche bella orata che, in questi spot e soprattutto in estate, si ciba di granchi e vermi. I granchi li ho portati io; i vermi li ha dimenticati Marco a casa. Quindi: orate col granchio! La paratura per questa tecnica è stata più volte descritta in queste pagine. Che sia fissa o scorrevole, prevede il finale in fluorocarbon, lungo almeno un metro. In questa occasione, vista l’assenza di vento e la proverbiale trasparenza del mare di queste spiagge, abbiamo usato finali di 1,5 metri in fluorocarbon dello 0,29; una sezione che, in caso di preda veramente importante, richiede la massima cautela in fase di recupero.

Al fluorocarbon abbiamo legato l’amo (un primo amo va fatto scorrere sul filo prima di legare il secondo). Già in questa prima fase il teflon ha mostrato i suoi pregi. La quasi assenza di attrito ha permesso di evitare il surriscaldamento del fluorocarbon e la formazione di riccioli, con un serraggio del nodo sicuro. Ma è quando abbiamo innescato i granchi che ci siamo accorti dell’efficienza di questi ami. La punta ha bucato con estrema facilità la “corazza” del crostaceo, sia in entrata che in uscita. Una manovra molto veloce, resa facile dall’estrema scorrevolezza del Ptfe che di fatto non ha indebolito la vivacità dell’esca. Le ottime sensazioni che abbiamo riscontrato nell’innesco sono poi state confermate dalle catture, due belle orate, allamate una all’interno della bocca, una sul labbro. Gli ami rivestiti con questo polimero sono quindi un’ottima scelta se usati nella ricerca delle orate. Per il momento non si trovano modelli di piccole e piccolissime dimensioni, utili per l’innesco di vermi come l’arenicola; per il momento.
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