Dalla pesca a traina al vertical jigging, passando per il popping e gli spettacolari incontri con le balene: il racconto di un’avventura nata quasi per caso sulle coste del Mozambico, dove ogni uscita in mare può trasformarsi in qualcosa di indimenticabile.
In Mozambico, e più precisamente a Maputo, ci sono finito quasi per caso, per motivi professionali. Quando mi hanno proposto di trasferirmi in questo angolo d'Africa, non avevo la minima idea di quali tecniche si potessero praticare in queste acque, né tantomeno di quali pesci avrei potuto incontrare. Conoscevo il Mozambico per la sua posizione geografica e per le sue coste affacciate sull'Oceano Indiano, ma non immaginavo che, a poche miglia da Maputo, si nascondesse un ambiente così ricco di opportunità per gli appassionati di pesca sportiva. La prima cosa che ho fatto, prima di trasferirmi, è stata cercare informazioni sui social e, appena arrivato, mi sono affidato a uno dei pochi charter locali specializzati nella pesca d'altura. Non avrei potuto immaginare un battesimo del mare migliore.
Il primo marlin - La mia prima uscita in mare si è trasformata in un'esperienza che difficilmente dimenticherò. A bordo, con l'attrezzatura messa a disposizione dal charter, abbiamo iniziato a trainare le nostre esche alla ricerca dei grandi predatori pelagici che popolano queste acque. Non avevo ancora avuto modo di prendere confidenza con l'ambiente e con le sue dinamiche, ma l'emozione di trovarmi nell'Oceano Indiano, con la possibilità di incontrare pesci che avevo sempre sognato, era già enorme. Durante la giornata abbiamo avuto ben quattro attacchi di marlin. I primi tre si sono conclusi con altrettante slamate, accompagnate da salti spettacolari e dalla frustrazione che ogni pescatore conosce bene. Al quarto attacco è iniziato un combattimento folle, durato oltre un’ora. Quando finalmente ho visto affiorare in superficie la sagoma del mio primo marlin, ho realizzato che uno dei miei sogni di pescatore era finalmente diventato realtà. Difficile immaginare un inizio migliore.

Vertical jigging - Rientrato in Italia, ho iniziato a preparare tutta l'attrezzatura necessaria per dedicarmi alle tecniche che più mi appassionano. Il vertical jigging è diventato rapidamente uno dei miei principali obiettivi. La conformazione dei fondali nelle zone raggiungibili da Maputo offre infatti condizioni particolarmente interessanti per la pesca in verticale, con profondità che generalmente variano dai 30 ai 70 metri. Si tratta di batimetriche che consentono di insidiare un'ampia varietà di predatori. Per queste sessioni utilizzo canne da vertical jigging (PE 6-8), abbinate a mulinelli Shimano Twin Power (10000-14000), trecciato PE 4-6, terminali da 80 a 130 lb e jig da 150 a 230 grammi, scelti in base alla profondità, alla corrente e alle prede ricercate. La prima uscita a vertical jigging con la mia attrezzatura è stata semplicemente indimenticabile. Fin dalle prime calate è stato un susseguirsi di ferrate e combattimenti che hanno reso la giornata particolarmente intensa. La sorpresa più grande è arrivata con la cattura di una cernia di circa 40 chili, davvero spettacolare. Una di quelle prede che ogni appassionato di pesca in mare sogna di incontrare almeno una volta. Quando l’ho vista affiorare accanto alla barca, ho capito che quella giornata mi sarebbe rimasta impressa a lungo.

Nelle uscite successive sono arrivati amberjack, lampughe, GT, coral trout e diverse specie di trevally: ogni calata poteva riservare una sorpresa. È proprio l’imprevedibilità a rendere affascinante il vertical jigging in Mozambico. A ogni ferrata non sai mai cosa possa esserci dall’altra parte della lenza. Può trattarsi di un pesce piccolo ma combattivo, oppure di un grande predatore capace di mettere a dura prova il pescatore e l’attrezzatura.

Popping e mangianze - Se il vertical jigging mi ha conquistato per la varietà delle specie e per la possibilità di insidiare grandi predatori in prossimità del fondale, il popping rappresenta un’esperienza completamente diversa, fatta di osservazione, adrenalina e attacchi spettacolari in superficie. Nelle acque al largo di Maputo, durante i mesi invernali, è possibile incontrare numerose mangianze di tonni pinna gialla (yellowfin tuna), che si concentrano in superficie per cacciare pesce foraggio. A volte li trovi in compagnia di GT, king mackerel, wahoo, squali e delfini. Sono momenti incredibili, nei quali l'oceano sembra letteralmente prendere vita: banchi di pesci che saltano fuori dall'acqua, uccelli marini che si tuffano ripetutamente e predatori che attaccano con violenza, creando improvvise esplosioni sulla superficie del mare. È proprio in queste situazioni che il popping diventa particolarmente emozionante. Lanciare un popper o uno stickbait in mezzo a una mangianza e assistere all'attacco di un grande tonno, nella speranza che non venga mangiato a sua volta da un predatore più grande, è un'esperienza che difficilmente lascia indifferenti, anche dopo tanti anni trascorsi a pescare.

La balena - Oltre alle catture c'è un altro spettacolo che in Mozambico riesce ogni volta a lasciarmi senza parole: il passaggio delle balene. Tra luglio e settembre, le acque di questa parte dell'Oceano Indiano vengono attraversate dalle balene megattere, impegnate nella loro migrazione stagionale. Durante questo periodo, incontrarle durante una battuta di pesca non è affatto raro e, in alcune giornate, può capitare di avvistarne diversi esemplari. Trovarsi a bordo di una piccola imbarcazione, circondati dall'immensità dell'oceano, e vedere un animale di svariate tonnellate saltare completamente fuori dall'acqua è una esperienza difficile da raccontare. A volte si osservano semplicemente i loro caratteristici soffi in lontananza; altre volte gli incontri avvengono a distanze davvero ravvicinate, permettendo di ammirare le loro enormi pinne pettorali e i movimenti eleganti con cui si spostano in acqua.

Un'avventura che continua - Il Mozambico mi ha restituito la curiosità che avevo da bambino, quando ogni cattura era una scoperta. Qui ogni uscita è diversa dalla precedente. Le condizioni del mare, le correnti, la presenza dei pesci foraggio e il comportamento dei predatori possono cambiare radicalmente da una giornata all'altra. Non esistono certezze e proprio questa imprevedibilità rende ogni battuta di pesca un'avventura a sé. A rendere tutto ancora più interessante è la possibilità di alternare tecniche differenti, passando dalla traina d'altura al vertical jigging, fino al popping, in un ambiente dove le specie presenti e la taglia dei pesci possono regalare incontri davvero memorabili. Se c'è una cosa che ho imparato durante questa avventura, è che a volte le esperienze più belle nascono proprio quando meno te lo aspetti. Basta trovarsi nel posto giusto, avere una canna da pesca tra le mani e lasciarsi sorprendere da ciò che il mare ha deciso di riservarti. Sono arrivato a Maputo quasi per caso. Oggi so che una delle sorprese più belle di questa esperienza mi aspettava proprio in mare. E, in Mozambico, l’oceano non smette mai di sorprendere.


I ended up in Mozambique, and more precisely in Maputo, almost by chance, for work. When I was offered a move to this corner of Africa, I had no idea which fishing techniques could be used in these waters, let alone which fish I might encounter. I knew Mozambique’s geographical location and that its coast faced the Indian Ocean, but I had never imagined that just a few miles from Maputo lay an environment offering so many opportunities for sport anglers. The first thing I did, before moving, was look for information on social media. As soon as I arrived, I turned to one of the few local charter operators specialising in offshore fishing. I could not have imagined a better introduction to the sea.
My first marlin
My first trip offshore became an experience I will find hard to forget. Using the tackle supplied by the charter, we began trolling our offerings in search of the large pelagic predators that inhabit these waters. I had not yet had time to become familiar with the environment and its patterns, but the excitement of being on the Indian Ocean, with the chance of encountering fish I had always dreamed of, was already immense. During the day, we had no fewer than four marlin strikes. The first three ended in lost fish, accompanied by spectacular leaps and the frustration every angler knows so well. The fourth strike marked the start of a wild fight lasting more than an hour. When I finally saw the outline of my first marlin appear at the surface, I realised that one of my angling dreams had at last come true. It is hard to imagine a better beginning.
Vertical jigging
Back in Italy, I began preparing all the tackle needed for the techniques I enjoy most. Vertical jigging quickly became one of my main objectives. The seabed in areas accessible from Maputo offers particularly interesting conditions for vertical fishing, with depths generally ranging from 30 to 70 metres. These depths allow you to target a wide variety of predators. For these sessions, I use vertical-jigging rods rated PE 6–8, paired with Shimano Twin Power reels in sizes 10000–14000, PE 4–6 braid, 80–130 lb leaders and jigs weighing 150–230 grams, selected according to depth, current and target species. My first vertical-jigging trip with my own tackle was simply unforgettable. From the first drops, a succession of hook-ups and fights made it an exceptionally intense day. The biggest surprise was a truly spectacular grouper of around 40 kilos, one of those fish every sea angler dreams of encountering at least once. When I saw it surface beside the boat, I knew that day would stay with me for a long time. Subsequent outings brought amberjack, dolphinfish, GTs, coral trout and several species of trevally: every drop could hold a surprise. That unpredictability is precisely what makes vertical jigging in Mozambique so fascinating. At every hook-up, you never know what might be on the other end of the line. It could be a small but hard-fighting fish, or a large predator capable of severely testing both angler and tackle.
Popping and feeding frenzies
While vertical jigging won me over with its variety of species and the chance to target large predators close to the bottom, popping is a completely different experience, built on observation, adrenaline and spectacular surface strikes. In the waters off Maputo during the winter months, you can encounter numerous feeding frenzies of yellowfin tuna, which gather at the surface to hunt baitfish. Sometimes they are accompanied by GTs, king mackerel, wahoo, sharks and dolphins. These are incredible moments when the ocean seems literally to come alive: shoals of fish leaping from the water, seabirds diving repeatedly and predators attacking violently, creating sudden explosions on the sea’s surface. It is in these situations that popping becomes particularly exciting. Casting a popper or stickbait into a feeding frenzy and watching a large tuna strike, while hoping it will not in turn be eaten by a larger predator, is an experience that is unlikely to leave anyone unmoved, even after many years of fishing.
The whale
Beyond the catches, there is another spectacle in Mozambique that leaves me speechless every time: the passing whales. Between July and September, humpback whales cross this part of the Indian Ocean on their seasonal migration. Encountering them while fishing during this period is far from unusual, and on some days you may see several. To be aboard a small boat, surrounded by the immensity of the ocean, and watch an animal weighing several tonnes leap completely clear of the water is an experience that is difficult to describe. Sometimes you see only their distinctive blows in the distance; at other times, encounters are remarkably close, allowing you to admire their enormous pectoral fins and the elegant movements with which they travel through the water.
An adventure that continues
Mozambique has restored the curiosity I had as a child, when every catch was a discovery. Here, every outing differs from the one before. Sea conditions, currents, the presence of baitfish and predator behaviour can change radically from one day to the next. There are no certainties, and this very unpredictability makes every fishing trip an adventure in its own right. What makes it even more interesting is the opportunity to switch between techniques, from offshore trolling to vertical jigging and popping, in an environment where the species present and the size of the fish can produce truly memorable encounters. If there is one thing I have learnt during this adventure, it is that sometimes the finest experiences happen when you least expect them. All it takes is to be in the right place, with a fishing rod in your hands, and let yourself be surprised by whatever the sea has decided to offer. I arrived in Maputo almost by chance. Today I know that one of the finest surprises of this experience was waiting for me at sea. And in Mozambique, the ocean never stops surprising you.
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