Riccardo, campione mondiale di surfcasting, ci invia la foto di una spigola Monster e parteciperà al concorso di febbraio per vincere l'abbonamento a Mondo Pesca.

Non sono solito pubblicare le foto delle mie prede, ma questa, non foss’altro per l’affetto che provo per questa rivista, che mi ha visto collaboratore per tanti anni, è dovuta. Si tratta della mia cattura migliore del 2025, anzi, probabilmente una delle più ”grosse” in assoluto.
Lo spot è sulla costa occidentale sarda, provincia di Oristano: Is Benas.
Giunto sul posto dopo una salutare camminata, ho la prima buona notizia: poca posidinia, per la maggior parte accorpata alla sinistra della spiaggia, tutto il resto pare abbastanza pulito, con qualche chiazza scura qua e là. Dato il periodo invernale, il target su cui puntavo erano i grossi saraghi e le orate che questo posto mi ha sempre regalato.
Le mie armi: mulinelli rotanti con filo in bobina dello 0,28, shock e trave del 0,60, terminale biamo con due braccioli simmetrici da 1 m circa dello 0,30, amo 1/0 con cannolicchio e striscia di seppia.
Inizio la pescata alternando lanci lunghi con lanci alla media distanza. Il settore è abbastanza omogeneo con il frangente più esterno esterno sui 90 metri e un gradino a circa 30 metri. Alla mia destra noto una bella buca che però è temporaneamente inaccessibile perchè c'è troppa vegetazione.
Le prime prede arrivano quasi subito, oltre il frangente più esterno, ma sono piccole, oratelle da 200-300 grammi che prontamente rilascio.
Tra un’oratella e l’altra, un panino e una bibita, noto che la posidonia sulla buca alla mia destra si è leggermente spostata ancora più a destra, lasciandomi la possibiltà di fare un tentativo. Lancio sui 60 metri, trave con due cannolicchi, metto la canna in tiro e frizione leggermente allentata. Manco il tempo di ritornare al mio panino e vedo la canna appena lanciata saltare sul picchetto a causa di un paio di bellissime pieghe in avanti. Penso a una grossa orata, ma alla ferrata la reazione è subito una fuga molto potente alla mia sinistra. Mi rendo conto che non è un'orata, il pescione alterna qualche forte testata a brevi fughe ma tende a venirmi incontro.
La parte più difficile del recupero ovviamente è stato fargli superare il gradino che avevo sui 30 metri: il pesce si posiziona di lato e si muove parallelamente al gradino stesso, sfruttando evidentemente la corrente in uscita oltre che la sua “mole”. Aiutato dall’onda giusta riesco a fargli superare l’ostacolo e gli ultimi 30 metri di acqua bassa, sportivamente poco significativi, me li sono goduti tutti quanti perché ho visto cos’era: 8 chili e 400 grammi di meraviglia.
Anche voi, spedite a info@mondopesca.it - wa + 39 360 620278 - le foto di una preda con una descrizione dettagliata della cattura (dove, quando, tecnica, esca e altro), e parteciperete, gratuitamente, al concorso del mese per vincere l'abbonamento annuale a Mondo Pesca.
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