Incendi e collisioni sono eventi molto frequenti e gravi che possono richiedere anche l’abbandono dell’imbarcazione. Ma, in mezzo al mare, qualunque inconveniente può mettere a repentaglio la sicurezza del mezzo e dei passeggeri, per questo le dotazioni di bordo devono essere sempre efficienti.
foto in alto: una simulazione di incendio e abbandono dell’imbarcazione nelle acque azzurre di Villasimius durante una dimostrazione della Guardia Costiera.
La sicurezza a bordo non è mai abbastanza e più si naviga lontano dalla costa più i rischi aumentano. È quindi indispensabile osservare scrupolosamente le norme di sicurezza qui suggerite, ma dalla Legge imposte.
Zattera di salvataggio - La zattera di salvataggio autogonfiabile è il mezzo collettivo di salvataggio per eccellenza: quando l’imbarcazione affonda o deve essere abbandonata, è la zattera che mantiene le persone fuori dall’acqua e le protegge dall’ipotermia. Il gonfiaggio avviene tirando con forza la sagola di lancio collegata a una bomboletta di CO2: per questo la sagola deve essere sempre fissata all’imbarcazione prima di lanciare la zattera in mare. Se la sagola non fosse fissata, la zattera verrebbe trascinata dalla corrente senza gonfiarsi. La zattera va lanciata dal lato sottovento dell’unità, per evitare che venga spinta contro lo scafo prima ancora che si possa salire a bordo. Non deve mai essere posizionata sottocoperta o in un gavone chiuso difficilmente raggiungibile: deve essere accessibile immediatamente, anche di notte, anche da una persona sola e sotto stress. Va revisionata ogni due anni, indipendentemente dall’utilizzo: l’integrità della bomboletta di gonfiaggio e la tenuta della camera d’aria non possono essere verificate visivamente senza aprire il contenitore. Esiste una distinzione importante: la zattera di salvataggio autogonfiabile costiera è un presidio più leggero, previsto per le navigazioni fino a 12 miglia dalla costa; la zattera di salvataggio completa (omologata per la navigazione in alto mare) è richiesta per le navigazioni oltre le 12 miglia. Le due zattere hanno caratteristiche costruttive e dotazioni interne diverse.

La Grab Bag - Letteralmente “sacca dell’abbandono”, è un sacco impermeabile e galleggiante contenente le dotazioni essenziali da portare con sé in caso di abbandono dell’imbarcazione. Dentro ci si trovano tipicamente: documenti di bordo in copia impermeabile, medicinali salvavita, scorte d’acqua e cibo compatto, un VHF portatile, un GPS portatile, segnali di soccorso aggiuntivi e, se disponibile, un PLB (Personal Locator Beacon). Il Grab Bag deve essere tenuto sempre a portata di mano, in una posizione nota a tutti i membri dell’equipaggio, in modo da poter essere presa e lanciata nella zattera di salvataggio nei secondi concitati che precedono l’abbandono dell’unità.
Abbandono dell’unità e organizzazione del soccorso - L’abbandono dell’unità è l’ultima opzione, da prendere in considerazione solo quando non ci sono altre possibilità di salvare le persone a bordo. Un’imbarcazione che galleggia, anche se danneggiata, è generalmente più facile da localizzare di un gruppo di naufraghi in acqua o su una zattera. La decisione di abbandonare spetta esclusivamente al comandante.
Procedura di abbandono - Prima di ordinare l’abbandono dell’unità, il comandante deve accertarsi che tutte le persone a bordo indossino il giubbotto salvagente. L’ordine di abbandonare la nave viene impartito solo dopo aver esaurito tutte le possibilità di salvare l’unità e le persone a bordo con i mezzi a disposizione. Una volta dato l’ordine, il comandante è l’ultimo ad abbandonare l’unità.

Il soccorso marittimo e il sistema SAR - Il soccorso marittimo è l’insieme di tutte le attività finalizzate alla ricerca e al salvataggio della vita umana in mare. In Italia, il coordinamento generale dei servizi di soccorso marittimo è affidato al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, che gestisce la rete di MRSC (Maritime Rescue Sub-Centre) distribuita lungo le coste. Il sistema è parte integrante del SAR (Search and Rescue) internazionale, regolato dalla Convenzione di Amburgo del 1979. L’Autorità Marittima può ordinare alle unità da diporto di partecipare alle operazioni di soccorso quando queste si trovino in porto o nelle vicinanze di un’unità in difficoltà. Il comandante di un’unità da diporto è obbligato ad accorrere in soccorso quando a bordo dell’unità in difficoltà vi sono persone in pericolo di vita, sempre nei limiti del possibile e senza grave rischio per la propria unità e le persone a bordo. In caso di grave infortunio a bordo durante la navigazione, il punto di riferimento medico è il CIRM (Centro Internazionale Radio Medico), che fornisce assistenza medica a distanza via radio a unità in navigazione.
Life-Saving Equipment
By Giovanni Marco Sassu
Fires and collisions are frequent, serious events that may even require a vessel to be abandoned. Out at sea, however, any mishap can endanger the safety of the boat and its passengers, which is why onboard safety equipment must always be in working order.
You can never take too much care over safety on board, and the farther you sail from the coast, the greater the risks become. It is therefore essential to follow scrupulously the safety rules recommended here and required by law.
The liferaft — The inflatable liferaft is the ultimate collective life-saving appliance: when a boat sinks or must be abandoned, it keeps people out of the water and protects them from hypothermia.
It inflates when the painter line, connected to a CO₂ cylinder, is pulled firmly. This is why the painter must always be secured to the vessel before the raft is launched. If it is not secured, the raft may be carried away by the current without inflating.
The raft should be launched on the leeward side of the vessel to prevent it from being pushed against the hull before anyone can board. It must never be stored below deck or in a closed locker that is difficult to reach. It must be immediately accessible, even at night, even to one person acting alone and under stress.
It must be serviced every two years, regardless of use: the condition of the inflation cylinder and the airtightness of the buoyancy chamber cannot be checked visually without opening the container.
There is an important distinction: the coastal inflatable liferaft is a lighter appliance intended for navigation up to 12 nautical miles from shore; the fully equipped liferaft, approved for offshore navigation, is required beyond 12 nautical miles. The two types differ in construction and internal equipment.
The grab bag — This is a waterproof, buoyant bag containing the essential supplies to take with you when abandoning a vessel. Typical contents include waterproof copies of the boat’s documents, life-saving medication, drinking water and compact food supplies, a handheld VHF radio, a handheld GPS, additional distress signals and, if available, a PLB, or Personal Locator Beacon.
The grab bag must always be kept within easy reach, in a location known to every crew member, so that it can be picked up and thrown into the liferaft in the frantic seconds before abandoning the vessel.
Abandoning the vessel and organising rescue — Abandoning the vessel is a last resort, to be considered only when there is no other way to save those on board. A boat that is still afloat, even if damaged, is generally easier to locate than a group of survivors in the water or in a liferaft. The decision to abandon rests solely with the skipper.
Abandon-ship procedure — Before ordering the vessel to be abandoned, the skipper must make sure that everyone on board is wearing a lifejacket. The order is given only after all possibilities of saving the vessel and the people on board with the available resources have been exhausted. Once the order has been given, the skipper is the last person to leave.
Maritime rescue and the SAR system — Maritime rescue encompasses all activities aimed at finding and saving human life at sea. In Italy, overall coordination of maritime rescue services is entrusted to the General Command of the Harbour Masters Corps–Coast Guard, which manages the network of Maritime Rescue Sub-Centres, or MRSCs, distributed along the coast.
This system forms an integral part of the international Search and Rescue, or SAR, system, governed by the 1979 Hamburg Convention. The Maritime Authority may order recreational vessels to participate in rescue operations when they are in port or near a vessel in distress.
The skipper of a recreational vessel is obliged to render assistance when people aboard the vessel in distress are in danger of losing their lives, provided this is feasible and does not place their own vessel or those on board at serious risk.
In the event of a serious injury on board while at sea, the medical point of contact is CIRM, the International Radio Medical Centre, which provides remote medical assistance by radio to vessels under way.
Commenti ()