Dotazioni di Sicurezza

Attenzione! Non basta avere a bordo le dotazioni di legge. Tanto soddisfa i controllori, ma se dovessimo averne bisogno? Sapete come e quando usarle?

Dotazioni di Sicurezza

Le dotazioni di sicurezza obbligatorie a bordo delle unità da diporto sono disciplinate dall’Allegato V al D.M. 29 luglio 2008, n. 146, e dal D.M. lº ottobre 2015 per le dotazioni sanitarie. Il sistema si basa su un principio razionale: la dotazione minima aumenta con la distanza dalla costa, perché più si è lontani dalla riva, e quindi dai soccorsi, più l’unità deve essere autosufficiente in caso di emergenza. Le fasce di distanza che determinano le dotazioni obbligatorie sono: entro 300 metri, fino a 1 miglio, fino a 3 miglia, fino a 6 miglia, fino a 12 miglia, fino a 50 miglia, oltre 50 miglia dalla costa.

Dotazioni valide per qualsiasi navigazione - Indipendentemente dalla distanza dalla costa, qualsiasi unità in navigazione deve avere a bordo: giubbotti di salvataggio in numero pari alle persone effettivamente imbarcate (non a  numero massimo di persone che l’unità può trasportare, ma a quante si trovano a bordo in quel momento) e  almeno 1 salvagente anulare con cima, obbligatorio anche entro i 300 metri dalla costa. Le cinture di salvataggio sono obbligatorie per ogni tipo di navigazione oltre i 300 metri dalla costa, senza eccezioni. I conduttori di tavole a vela (windsurf), moto d’acqua, kitesurf e unità similari devono indossare permanentemente un mezzo di salvataggio individuale, indipendentemente dalla distanza dalla costa: per loro non esiste una soglia di distanza che li esima dall’obbligo. Il numero di persone trasportabili su un natante marcato CE è indicato nel certificato di omologazione dell’unità. Su un’unità che può trasportare 8 persone ma che ne ha a bordo soltanto 4, le cinture di salvataggio obbligatorie sono 4 (una per ogni persona imbarcata, non 8).

 Segnali di soccorso - I segnali di soccorso sono dispositivi pirotecnici o elettronici che servono a segnalare la posizione di un’unità in difficoltà ai soccorritori o mezzi di salvataggio. La loro efficacia dipende dall’essere usati nel momento giusto e nel modo corretto: un segnale usato troppo presto o in modo improprio può essere ignorato o creare confusione; usato troppo tardi può non servire a nulla. Conoscere le caratteristiche di ciascun tipo di segnale (portata, durata, condizioni di utilizzo) è quindi fondamentale.

Razzi a paracadute a luce rossa - I razzi a paracadute sono i segnali di soccorso a maggiore portata. Una volta sparati, salgono fino a circa 300 metri di altezza, poi si apre un piccolo paracadute che rallenta la discesa mentre il razzo brucia. La portata visiva notturna è di circa 25 miglia nautiche; quella diurna è di circa 7 miglia (il contrasto con il cielo diurno è molto minore). La durata di combustione è di meno di 1 minuto. Si utilizzano quando si presume la presenza di una nave, di un aeroplano o della costa nelle vicinanze: il razzo sale abbastanza in quota da essere visibile a grande distanza, e segnala la posizione anche  prima che i soccorritori abbiano individuato l’unità.

Fuochi a mano a luce rossa - I fuochi a mano a luce rossa sono segnali a portata più limitata - circa 6 miglia in condizioni normali - ma molto efficaci quando il soccorritore è già nelle vicinanze. Si usano quando si vedono già le luci di una nave, di un aeroplano o della costa: il fuoco serve a confermare la propria posizione esatta e a comunicare “sono qui” a chi probabilmente ci ha già avvistato grazie ai razzi. La logica operativa è quindi: prima i razzi (per farsi trovare da lontano), poi i fuochi a mano (per guidare i soccorritori fino all’unità).

Boetta fumogena arancione - La boetta fumogena è un segnale esclusivamente diurno: emette un denso fumo di colore arancione visibile a distanza anche con foschia leggera. È particolarmente utile per guidare gli elicotteri di soccorso, che hanno bisogno di vedere fisicamente la fonte del segnale per avvicinarsi in sicurezza. Di notte è inutile.

Attirare l’attenzione di un’altra unità - In assenza di segnali pirotecnici, o in attesa di usarli, un modo riconosciuto a livello internazionale per segnalare una situazione di pericolo consiste nell’eseguire un movimento lento e ripetuto di entrambe le braccia allargate verso l’alto e poi verso il basso: è il segnale manuale di “pericolo” descritto nel Codice Internazionale dei Segnali. Il numero di emergenza della Guardia Costiera italiana è il 1530, raggiungibile anche da telefono mobile.

Scadenza e smaltimento - I segnali di soccorso pirotecnici hanno una scadenza, normalmente quadriennale (ogni 4 anni). Un segnale scaduto potrebbe non funzionare nel momento del bisogno: la carica esplosiva si degrada nel tempo, la polvere può assorbire umidità e il segnale potrebbe non innescarsi o innescarsi in modo irregolare. I segnali scaduti devono essere consegnati al rivenditore nel momento in cui si acquistano quelli nuovi. Non è assolutamente consentito sparare i razzi scaduti per “esercitazione” o per qualsiasi altro scopo privato: l’attivazione di un segnale di emergenza innesca automaticamente le procedure di ricerca e soccorso del sistema SAR (Search and Rescue), con il dispiego di mezzi navali e aerei e la mobilitazione di personale. Chiunque attivi un segnale di soccorso senza un reale pericolo commette un’infrazione grave e mette a rischio la vita dei soccorritori.

Dotazioni di sicurezza minime da tenere a bordo di imbarcazioni e natanti da diporto in relazione alla distanza dalla costa. x) Indica l’obbligatorietà; il numero tra parentesi, la quantità.

SAFETY EQUIPMENT

Take care! Simply carrying the legally required equipment on board is not enough. That may satisfy an inspector, but what if you actually need it? Do you know how and when to use it?

Mandatory safety equipment aboard recreational craft is governed by Annex V to Ministerial Decree No. 146 of 29 July 2008, and by the Ministerial Decree of 1 October 2015 for medical supplies. The system is based on a logical principle: the minimum equipment increases with distance from the coast, because the farther a vessel is from shore, and therefore from assistance, the more self-sufficient it must be in an emergency. The distance bands determining mandatory equipment are: within 300 metres, up to 1 nautical mile, up to 3 nautical miles, up to 6 nautical miles, up to 12 nautical miles, up to 50 nautical miles and beyond 50 nautical miles from the coast.

Equipment for all navigation

Regardless of distance from the coast, any vessel under way must carry lifejackets for the number of people actually aboard, rather than the maximum number the vessel is authorised to carry, and at least one lifebuoy with a line, mandatory even within 300 metres of the coast. Lifejackets are compulsory for every type of navigation beyond 300 metres from the coast, without exception. Users of sailboards (windsurfers), personal watercraft, kitesurfs and similar craft must wear a personal flotation device at all times, regardless of their distance from shore: no distance threshold exempts them from this requirement. The number of people permitted aboard a CE-marked small recreational craft is stated in its type-approval certificate. On a craft authorised to carry eight people but with only four aboard, four lifejackets are required: one for each person actually aboard, not eight.

Distress signals

Distress signals are pyrotechnic or electronic devices used to indicate the position of a vessel in difficulty to rescuers or rescue craft. Their effectiveness depends on being used at the right time and in the right way. A signal used too early or incorrectly may be ignored or cause confusion; used too late, it may serve no purpose. Understanding the characteristics of each type of signal, including range, duration and conditions of use, is therefore essential.

Red parachute rockets

Parachute rockets are the longest-range distress signals. Once fired, they rise to around 300 metres, after which a small parachute opens to slow their descent while the flare burns. Their visual range at night is around 25 nautical miles, compared with about 7 miles by day, when contrast against the sky is much lower. They burn for less than one minute. They are used when a ship, aircraft or the coast is thought to be nearby: the rocket rises high enough to be visible from a considerable distance and signals the position even before rescuers have located the vessel.

Red hand-held flares

Red hand-held flares have a more limited range, around 6 nautical miles in normal conditions, but are very effective when rescuers are already close by. They are used when the lights of a ship, aircraft or the coast are already visible: the flare confirms your exact position and tells someone who has probably already spotted the rockets, “I am here.” The operational sequence is therefore rockets first, to attract attention from far away, then hand-held flares, to guide rescuers to the vessel.

Orange smoke float

An orange smoke float is a daytime-only signal. It emits dense orange smoke that is visible from a distance even in light haze. It is particularly useful for guiding rescue helicopters, whose crews need to see the actual source of the signal to approach safely. At night, it is useless.

Attracting the attention of another vessel

If pyrotechnic signals are unavailable, or while waiting to use them, an internationally recognised way to indicate distress is to slowly and repeatedly raise and lower both arms outstretched to the sides. This is the manual distress signal described in the International Code of Signals. The Italian Coast Guard’s emergency number is 1530, which can also be reached by mobile phone.

Expiry and disposal

Pyrotechnic distress signals have an expiry date, normally four years. An expired signal may fail when needed: the explosive charge deteriorates over time, the powder can absorb moisture and the signal may fail to ignite or ignite irregularly. Expired signals must be handed to the retailer when new ones are purchased. Firing expired rockets for “practice” or any other private purpose is strictly prohibited. Activating a distress signal automatically initiates SAR (Search and Rescue) procedures, deploying vessels and aircraft and mobilising personnel. Anyone who activates a distress signal without being in genuine danger commits a serious offence and puts rescuers’ lives at risk.