C’è una storia ai nostri piedi che ci avvolge e ci spinge per muoverci veloci in acqua e andare sotto, sempre di più. È una storia interessante che a noi fa piacere proporvi, grazie anche alle stupende immagini dell’autore, appassionato pescatore, valente tester per C4 e grande fotografo.
foto in alto: pinne da apnea e pescasub in carbonio T700 e scarpette dal peso ridotto.
Le bipinne attuali e moderne sono un’invenzione di Louis de Corlieu che nei primi anni Trenta le brevettò. Il suo brevetto seguì le attente osservazioni fatte sui pescatori polinesiani e lo studio di tanti esperimenti in materia ad opera di Benjamin Franklin. Dopo questo passaggio le bipinne rientrarono negli equipaggiamenti della flottiglia italiana Decima Mas. Furono loro a svilupparle e utilizzarle in guerra capitanati da veri eroi come Luigi Ferraro. Erano i tempi della seconda guerra mondiale e le bipinne furono considerate come armi segrete, indossate da veri pionieri della subacquea militare. Poi vennero adottate anche in campo sportivo col passare dei tempi.

Benjamin Franklin, Dessault, Cressi - Come detto nella parte introduttiva fu il giovane Beniamino Franklin a creare delle rudimentali bipinne in legno per poter nuotare più velocemente. Louis de Corlieu nel 1933 brevettò una sorta di apparecchio propulsore sottomarino con pinne per i piedi e per le mani ispirandosi alle foglie usate dai pescatori polinesiani. Le bipinne continuarono la loro evoluzione attirando le attenzioni dagli Usa e Owen Churchill riuscì ad acquistare la licenza da De Corlieu creando il marchio Swinmfin e vennero sviluppate per i marine americani verso gli anni quaranta. Comunque buona parte del merito a quei tempi andò alla Decima flottiglia denominata Mas formata dagli incursori italiani che le impiegarono nelle loro azioni belliche. Erano capitanati, come detto sopra, da Luigi Ferraro che studiò teoricamente il funzionamento delle bipinne e contribuì a svilupparle per incrementarne l’efficienza, creando così le basi verso il loro sviluppo proiettandole all’oggi. Finita la guerra e andando verso gli anni Cinquanta divennero fondamentali tanto in campo militare quanto per l’esplorazione marina.

Il loro interesse crebbe sempre più attirando varie aziende italiane a produrle in serie per il turismo e per i primi sport acquatici. Su queste la Cressi fu una delle aziende più importanti. In questo periodo ci furono tanti pescatori subacquei ma uno dei più leggendari fu Hugues Dessault che acquistò fama nell’intero emisfero. Di origine francese, esattamente di Montpellier, iniziò a pescare da giovanissimo in Algeria dove nacque negli anni cinquanta. Super sportivo e atleta dalle grandi capacità venatorie partecipò nel 1963 al suo primo Campionato del mondo che venne fatto in Brasile conquistando il podio con un terzo posto individuale e portando la sua nazione a vincere la prova a squadre. Conquistò un secondo posto nel 1964 al Campionato europeo e fece 4 quarti posti tra gli anni 1962 e 1968. A Hugues Dessault scoppiò la passione e dai primi anni 60 iniziò a creare e produrre attrezzature specifiche per la pesca subacquea. Dalla passione alla vera professione e nel 1973 venne registrato in Francia il marchio H. Dessault che oggi ancora esiste e fa parte della C4 carbon tecnology.

Va merito a Dessault di inventare e produrre le prime bipinne con pala smontabile dalle scarpette. Dagli anni 60 ad oggi e grazie a lui le pinne furono a livello mondiale d’interesse per tante case del settore. Tutte le più grandi aziende iniziarono a produrre varie tipologie di pinne ottenendole da gomma e con l’evoluzione anche da plastiche e a seguire ancora da tecnopolimeri. I tecnopolimeri si differenziano dalle plastiche comuni perché offrono eccezionali proprietà meccaniche in fattore resistenza, quindi un incremento fisico-meccanico rispetto alle bipinne prodotte in genere. Iniziò il periodo delle pinne firmate dai grandi campioni, Jaques Mayol firmò delle pinne per la Cressi, io le comprai esattamente come comprai le più famose Plana Concorde firmate dal mito Massimo Scarpati, il più forte pescasub di tutti i tempi col quale tengo una “tenera” amicizia e ho la grande fortuna di vederlo abbastanza spesso. Le pinne in quegli anni assunsero sempre più valore e molte ditte iniziarono a produrre le prime pinne in fibra epossidica, le cosidette “fiberglass” che vennero adottate soprattutto nel nuoto pinnato.

Marco Bonfanti - Terminati gli anni ‘90 ci fu uno stallo in materia di innovazione, ma verso la metà degli anni ‘80 si raggiunse l’apice nel campo dei materiali e fu grazie alla genialità di Marco Bonfanti. Grande costruttore di telai per biciclette in composito intuì, grazie alla sua genialità, che le bipinne potevano essere realizzate in materiale composito. Fu egli a iniziare la sperimentazione nel 1986 nel realizzare le prime pinne con pale in carbonio. Nacque così la sua C4, azienda pioniera nel settore pinne e iniziò la vera produzione in carbonio esattamente nel 1990. Le sue pinne, uniche e avveniristiche risultarono superiori e maggiormente performanti in confronto a tutte le tipologie di pinne dell’intero parco internazionale. La svolta commerciale avvenne nel 1993 con la presentazione di vari modelli di bipinne in carbonio in occasione della Fiera internazionale Eudi Show. Le pinne furono dotate anche di profili convogliatori laterali, denominati “water rail”. Grazie al genio di Marco Bonfanti possiamo ammettere che le pinne in carbonio hanno permesso di migliorare l’efficienza della pinneggiata. Le pinne sono risultate più leggere e reattive, più dolci e potenti a seconda della richiesta nella pinneggiata da parte dell’apneista e del pescasub e tutto questo ha completamente rivoluzionato lo stile della pinneggiata dei pescasub e degli apneisti puri.


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