Ricciola Cup Tropea

Buona la prima! Anche se un po' sofferta per via delle condizioni meteo, alla fine questa prima edizione del Trofeo Ricciola Cup Tropea ha soddisfatto tutti e si pone come evento di riferimento per gli appassionati della traina col vivo.

Ricciola Cup Tropea

L’8 e 9 dicembre scorsi si è disputata nell’incantevole cornice di Tropea la I edizione della Ricciola Cup Tropea, gara di pesca a traina con esca viva che, grazie al patrocinio della Città e del Porto di Tropea, ha finalmente visto la luce anche a latitudini ben più basse della tradizionale location dell’Isola del Giglio.

Le date fissate sarebbero state quelle del 6 e 7 dicembre ma le proibitive condizioni meteo marine registrate con mare 4 e vento fino a 30 nodi, inducono i responsabili a posticipare l’evento di 2 giorni. La gara inizia quindi con il briefing della domenica pomeriggio, durante il quale si assegnano i relativi documenti e, come Ricciola Cup vuole, le ricchissime welcome bag che contengono uno smanicato tecnico in softshell, una felpa, una t-shirt, uno scaldacollo e un cappellino in pile.

Il grazioso anfiteatro del porto di Tropea, ideale per ospitare eventi di pesca.

All’appello effettuato dalla giuria alle ore 08:00 del lunedì rispondono “presente” 32 equipaggi. Senza ombra di dubbio un numero di tutto rispetto per una gara alla prima edizione vieppiù caratterizzata da una disciplina estremamente tecnica quale quella della traina con vivo.

Grazie alla benevolenza dimostrata da Eolo e Nettuno, placatisi all’alba, gli oltre 90 partecipanti si godono due giornate di pesca cullati da onda lunga in scaduta e riscaldati da un sole splendente.

In attesa del via.

Day one - Il suono della sirena decreta l’inizio della competizione e le barche si distribuiscono immediatamente lungo le coste tropeane, prediligendo, per la maggior parte, la zona a ridosso di Capo Vaticano.

Dopo pochi minuti dall’inizio arrivano sul canale vhf 69, destinato alle comunicazioni con la barca giuria, le prime segnalazioni di “pesce in canna”, o catture, mentre le vasche del pescato vanno a mano a mano riempiendosi di dentici e cernie ben oltre il limite minimo di peso stabilito dal regolamento di gara.

Numerosissimi anche i rilasci di catture sotto il limite di 3 chili, tanti da far registrare a fine gara il record di 30 pesci restituiti al loro habitat.

Al termine della prima giornata di gara, presso l’anfiteatro del meraviglioso Porto di Tropea, tappezzato per l’occasione con le insegne dei principali sponsor (leggi Honda Marine, Haswing, Borderline, il cantiere navale di Tropea Scan Service, Mustad e X-pro Fishing), si svolge il rituale della pesa, che registra, tra le catture di maggior prestigio, una ricciola di kg 14,350, un dentice corazziere di 8,100 chili e numerosi altri dentici tutti sopra i 5 chili.

Jacopo Callipo e la grossa ricciola che gli è valsa la vittoria del trofeo Ricciola Cup Tropea.

Day two - La seconda giornata di gara, iniziata alle 07:30 e interamente baciata da sole, si svolge con mare calmo e tante catture di ricciole, dentici e cernie. Però nessuna preda risulta di prestigio tale da sopravanzare in classifica l’equipaggio Blu Deep, autore il giorno precedente, della cattura della  ricciola di 14 chili e passa. Ma, a soli 30 minuti dalla segnale del fine gara, quando tutto sembrava che la vittoria fosse già assegnata, ecco il colpo di scena: sul vhf della barca giuria gracchia una voce esultante, quella di Jacopo Callipo, comandante del team Salt Soul, il quale comunica la cattura di una ricciola di ottima taglia, che avrebbe poi fatto registrare il peso di ben 17,250 chili.

Suonata la sirena le barche guadagnano il meritato ormeggio e inizia così il via vai tra i pontili e l’anfiteatro del Porto, con ghiacciaie piene di pesci e spettatori increduli nell’ammirare il numero e le dimensioni delle catture.

Terminata la pesa, magistralmente diretta dall’Asd Tropea Fishing Team e presentata dalla bravissima Noemi, la classifica, si trasforma da chimera a certezza, ma viene tenuta segreta sino alla premiazione, nel corso della quale l’ineffabile direttore d’orchestra nonché presidente del Team Organizzativo, Carlo Russo, coadiuvato dagli altrettanto impeccabili Francesco Bordino, Alessio Godano e Nunzio Muscia, annuncia il peso di 17,250 chili per la ricciola dei fratelli Callipo, e quindi, tra l'esultanza di tutti i partecipanti, la vittoria del team Salt Soul, il secondo posto di Blu Deep e il terzo posto del team Zirka.

Il podio al completo.

Il montepremi

2 motori fuoribordo Honda BF 2,3, un generatore di corrente Honda da 1 kW, un tender Honda Hondwave di m 2,20 messi in palio da Honda Marine; un motore elettrico di prua Haswing Cayman messo in palio dalla Haswing Italia; 3 canne da traina donate da Borderline, centinaia di ami elargiti da Mustad, 3 portacanne della X-Pro Fishing; doni e gadget. L’incredibile montepremi, evita a ogni team di tornare a casa a mani vuote.

La gara di Jacopo Callipo

Ho pescato solo due volte da queste parti ma non avevo dubbi, l’area da battere era quella tra la secca di Vacazzo e lo scoglio Smaledetto a un miglio e mezzo circa dalla costa. Scandaglio tra i 25 e i 70 metri finché non trovo i pesci in una fil di scogli uno appresso all’altro, ma alla fine il tutto si è risolto con mangiatine appena pronunciate, tipiche dei piccoli pesci disturbatori, forse anche innervositi per la presenza dei predatori più grossi. Chiudo la prima frazione di gara con un nulla di fatto. Il giorno successivo volevo ripetere il tentativo sugli stessi punti ma ma molti altri hanno avuto la mia stessa idea così ho virato su altre secche e verso altri predatori, visto che la presenza di corazzieri in queste acque è certa e di norma abbondante. Alla mezza però eraavamo ancora a secco così in accordo con mio fratello decidiamo di tornare sulla secca di Vacazzo. Quindi ricalibriamo l’attrezzatura e le esche. Cambiamo i finali, liberiamo le ultime lucertole pescate col sabiki la mattina durante il raduno di fronte al porto e spolveriamo un super calamaro, ancora vitalissimo, che non era inferiore al chilo e mezzo. Alle 14:10 chiamo il pesce in canna e dopo 15 minuti dichiaro “pesce a bordo”. Ero emozionatissimo e teso, anche perché non ero sicuro di aver vinto. Dovevo soffrire fino alla fine della pesatura, fino alla proclamazione ufficiale. Anche se tutti si congratulavano con me e Fabrizio, anticipando l’esito mantenuto segreto e per me, ancora dannatamente incerto. Quando Carlo Russo, presidente del sodalizio organizzatore, ha letto la classifica…  Sono contento, siamo contenti, felicissimi. Non solo per la prestazione e la ricchissima premiazione, ma per la partecipazione a questo trofeo, davvero ben organizzato e sicuramente da ripetere, magari anche al Giglio.