Quaranta atleti provenienti da tutta Italia, due campi gara molto differenti, venti pass in palio per il Campionato Italiano Assoluto e una rappresentanza sarda capace di lasciare un segno fortissimo sulla manifestazione.
Dal 17 al 19 settembre le acque di Alghero hanno ospitato il Campionato Italiano di Qualificazione di Pesca in Apnea 2026, organizzato da una delle società storiche del panorama subacqueo isolano, il Corallo Sub Alghero. Una competizione importante non soltanto per il titolo, ma soprattutto perché rappresenta la porta d’accesso al Campionato italiano assoluto, il massimo livello nazionale della disciplina. La Sardegna arrivava all’appuntamento con ben dieci atleti appartenenti alle società isolane, dato significativo della crescita vissuta dal movimento agonistico regionale negli ultimi anni. Alla fine saranno addirittura otto su dieci a conquistare il pass per l’Assoluto, con un podio interamente sardo.
Due settimane per preparare la gara - Nelle due settimane precedenti la competizione i quaranta concorrenti hanno avuto modo di esplorare accuratamente entrambi i campi gara. Le condizioni meteo sono state praticamente ideali: alta pressione stabile e numerose giornate favorevoli hanno permesso di studiare tane, segnare pesci e comprendere bene la morfologia dei fondali. La sensazione comune era quella di trovarsi davanti a due campi capaci di offrire pesce praticamente a tutte le quote, dalle zone costiere fino alle batimetriche superiori ai quaranta metri. Le strategie si dividevano quindi tra chi puntava su poche zone profonde ad alto rendimento e chi preferiva accumulare numerosi segnali su quote inferiori, costruendo una gara di ritmo. Anche la preparazione manteneva inevitabilmente una componente agonistica: gli atleti si osservavano e particolare attenzione veniva riservata agli uomini di casa, favoriti dalla conoscenza delle zone. Tutto, comunque, in un clima di grande sportività. Un clima interrotto tragicamente a pochi giorni dall’inizio della manifestazione, quando durante una giornata di preparazione ha perso la vita Francesco Pagni, barcaiolo dell’atleta Fabio Tonazzini. Un evento che ha inevitabilmente segnato i giorni immediatamente precedenti la competizione.

Prima manche - Il maestrale cambia le carte. Il forte maestrale del giorno precedente e la possibilità di qualche residuo di vento hanno portato l’organizzazione a scegliere per la prima manche il campo gara nord, maggiormente protetto dal promontorio di Capo Caccia. La zona si estendeva davanti alla città di Alghero fino al limite della base militare di Poglina ed era considerata da molti il campo più complesso dei due. Il fondale presentava ampie zone ricoperte di alghe, qualche lastra isolata e soprattutto molto grotto basso, capace di ospitare pesce ma meno affidabile rispetto alle poche zone profonde dove il fondale si alzava formando tane più strutturate. Prima del via, i quaranta concorrenti hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di Francesco Pagni. Poi il direttore di gara Massimo Cogotti e il giudice Fabio Fiori hanno dato il segnale di partenza. Come sempre, i primi minuti sono frenetici. I gommoni scattano verso le zone migliori preparate nei giorni precedenti: arrivare per primi su una tana può significare guadagnare quel singolo tuffo capace di fare la differenza. In pochi minuti emerge una prima chiave tecnica della giornata: diversi tra gli atleti più preparati scelgono la profondità. Tra questi c’è Sergio Oggiano, portacolori de La Tana Aggius, sul quale le aspettative erano alte. La sua prima azione è impressionante: oltre i quaranta metri scende con tre fucili e al primo tuffo mette subito a pagliolo tre pesci.

A quelle quote ogni discesa deve essere sfruttata al massimo, perché i recuperi in superficie sono inevitabilmente lunghi e il numero complessivo di tuffi limitato. Oggiano interpreta perfettamente questa logica fin dalle prime battute. Poco distante da lui lavora Stefano Konjedic, del Sub Cagliari, anche lui impegnato sulla linea dei quaranta metri. Le catture arrivano presto, tra cui un grosso grongo. Più difficile raccogliere informazioni su Federico Giudice, atleta di casa del Corallo Sub Alghero, ma anche lui ha scelto una gara profonda e il suo carniere cresce con continuità. Intorno ai trenta metri la situazione cambia. Aumentano gli assembramenti di gommoni: la fascia è produttiva ma accessibile a più concorrenti e il pesce deve inevitabilmente essere condiviso. Ancora più vicino alla costa arriva invece la vera sorpresa della giornata. Durante la preparazione le quote inferiori avevano mostrato molto pesce, ma il maestrale ha modificato le condizioni. Il taglio termico si è spostato più in basso e in alcuni punti la posidonia, mossa dalla corrente, ha coperto le tane preparate. Chi riesce ad adattarsi continua però a costruire la propria gara. Cristian Corrias, del Sub Porto Pino, e Fabio Pes, del Corallo Sub Alghero, mantengono ritmi elevati e mettono insieme due buoni carnieri. Buona anche la prova di Daniele Petrollini, dell’Apnea Team Sassari, e Vincenzo De Giorgi, dell’Air Sub Apnea Competition, entrambi su batimetriche meno estreme e con una strategia maggiormente basata sulla continuità.

La profondità paga - Le cinque ore scorrono rapidamente e, al rientro in porto, il carniere di Sergio Oggiano fa subito impressione. Saraghi e capponi confermano quanto visto in acqua. La pesatura premia nettamente la profondità: i primi tre classificati sono tutti sardi e tutti hanno impostato la gara sulle batimetriche maggiori. Oggiano chiude la giornata con circa il 30% di punti in più rispetto a Federico Giudice, secondo, mentre Stefano Konjedic segue a pochissima distanza. Subito dietro troviamo Cristian Corrias, primo tra gli atleti che hanno scelto una strategia su quote più contenute.
Seconda manche - La seconda giornata presenta uno scenario differente. L’alta pressione garantisce condizioni ideali e il campo gara sud, dalla spiaggia della Speranza fino a Tangone, viene considerato praticamente da tutti più ricco rispetto a quello affrontato il giorno precedente. Anche il fondale offre maggiore varietà: più grotto alto, zone di lastroni e, avvicinandosi alla costa, tratti di franata granitica. Alle 8:30 arriva il via. Ancora una volta i gommoni partono velocissimi, ma alcuni protagonisti scelgono di fermarsi quasi subito. Tra questi Stefano Konjedic, che punta sulla zona centrale del campo gara, ancora una vol-ta intorno ai quaranta metri, e mette subito a pagliolo le prime prede valide. Le notizie danno ancora Oggiano e Giudice impegnati sulle quote profonde, ma questa volta emerge rapidamente un altro protagonista. Edoardo Del Rio, dell’Apnea Team Sassari, dopo una prima manche al di sotto delle aspettative, decide di giocarsi tutto oltre i quaranta metri. La scelta paga. Le catture arrivano con continuità e con il passare delle ore diventa evidente che sta costruendo una delle migliori prestazioni della giornata. Più sotto costa Cristian Corrias prosegue invece con la strategia che lo aveva premiato nella prima manche: quote più contenute, ritmo alto e ricerca continua. Anche Vincenzo De Giorgi lavora vicino alla spiaggia della Speranza, tra i dieci e i diciotto metri, in un’alternanza di lastroni di granito e grotto alto. Insieme a Fabio Pes costruisce ancora una volta una gara regolare e concreta. Più difficile la giornata di Daniele Petrollini. Nonostante conosca bene la zona, molti dei segnali preparati non restituiscono i pesci attesi. Ancora più sfortunato Francesco Piras, del Corallo Sub Alghero. Dopo una prima giornata inferiore alle aspettative, nella quale aveva già faticato a ritrovare molti dei pesci segnati, praticamente in partenza rompe il cavo delle marce del gommone. Un inconveniente che compromette definitivamente ogni possibilità di rimonta. Con il passare delle ore il campo sud conferma le aspettative.

Pesatura - Alla consegna del pescato molti concorrenti superano le cinque catture e almeno una decina si presenta con carnieri apparentemente superiori ai dieci pesci. Tra questi, ancora una volta, Sergio Oggiano. Solo Konjedic sembra avere numeri sufficienti per contendergli la vittoria di manche. Dopo il pranzo presso lo Yachting Club arriva il momento della pesatura. La tensione cresce soprattutto perché i posti disponibili per l’accesso all’Assoluto sono venti e, con la classifica determinata dalla somma delle due giornate, molte posizioni sono ancora aperte. Tra i carnieri più attesi c’è quello di Edoardo Del Rio. La bilancia certifica una seconda manche straordinaria: dodici pesci validi, sufficienti per ribaltare completamente la classifica della prima giornata e portarlo fino al settimo posto assoluto. Cristian Corrias conferma ancora una volta la propria bravura: otto pesci e quinto posto finale.
Podio tutto sardo - Quando arrivano alla pesatura gli ultimi carnieri, la classifica prende forma definitiva. Federico Giudice porta al peso dieci pesci e con- quista il terzo posto assoluto, coronando con il podio una grande gara disputata nelle acque di casa. Davanti rimane un testa a testa tutto sardo. Stefano Konjedic chiude una seconda manche di altissimo livello con dodici pesci validi più tre prede a coefficiente, mantenendo aperta la sfida fino all’ultimo. Ma Sergio Oggiano è ancora una volta imprendibile. Il portacolori de La Tana Aggius presenta diciassette pesci validi più una murena e conquista anche la seconda manche. Due giornate, due vittorie. Una superiorità costruita soprattutto sulla capacità di individuare zone profonde ad alto rendimento e sfruttare al massimo ogni singola discesa. Sergio Oggiano conquista così il Campionato Italiano di Qualificazione di Pesca in Apnea 2026, davanti a Stefano Konjedic e Federico Giudice. Un podio interamente sardo. Otto sardi su dieci all’Assoluto. Il risultato del movimento regionale non si limita però alle prime tre posizioni. Dei dieci atleti appartenenti alle società sarde presenti ad Alghero, ben otto conquistano la qualificazione al Campionato Italiano Assoluto. Oltre ai tre uomini del podio, centrano il pass Cristian Corrias, quinto; Edoardo Del Rio, settimo; Vincenzo De Giorgi, decimo; Fabio Pes, undicesimo; e Daniele Petrollini, quindicesimo. Un risultato ancora più significativo perché ottenuto attraverso strategie molto differenti: dalla pesca profonda dei primi classificati alla maggiore regolarità e intensità di chi ha scelto quote inferiori. Rimane invece fuori per pochissimo Samuele Locci, del Sub Porto Pino, ventunesimo e primo degli esclusi. Nell’arco di dieci ore complessive di gara sarebbe bastato un solo pesce in più per completare la rimonta e conquistare la qualificazione. Resta anche il rammarico per Francesco Piras, penalizzato da una prima giornata difficile e soprattutto dal guasto meccanico che ha compromesso la seconda manche.

In chiusura - Il risultato sportivo non è l’unico elemento importante delle giornate algheresi. L’intero ricavato derivante dalla vendita del pescato è stato infatti devoluto alla Caritas Diocesana di Alghero, confermando l’impegno degli atleti, delle società e della Fipsas nel legare l’attività agonistica alla solidarietà sociale. Si chiude così una manifestazione intensa e tecnicamente interessante, che ha confermato la crescita del movimento sardo, capace di portare otto atleti su dieci al prossimo Campionato Italiano Assoluto, e che resterà inevitabilmente legata anche al ricordo di Francesco Pagni.


OGGIANO SUPERSTAR
Forty athletes from across Italy, two very different competition areas, twenty places at stake in the Italian National Championship and a Sardinian contingent that made an enormous impression on the event.
From 17 to 19 September, the waters off Alghero hosted the 2026 Italian Spearfishing Qualifying Championship, organised by one of the island’s historic diving clubs, Corallo Sub Alghero. This was an important competition not only for the title itself, but above all because it is the gateway to the Italian National Championship, the highest domestic level of the sport. Sardinia arrived with no fewer than ten athletes from island clubs, a significant indication of the growth in the region’s competitive scene in recent years. By the end, an impressive eight out of ten would qualify for the Nationals, with an entirely Sardinian podium.
Two weeks to prepare
During the two weeks before the competition, the forty entrants had the opportunity to explore both competition areas thoroughly.
Weather conditions were almost ideal: stable high pressure and numerous favourable days allowed them to study holes, mark fish and gain a thorough understanding of the seabed’s contours. The general feeling was that both areas could offer fish at virtually every depth, from coastal shallows to beyond the forty-metre contour. Strategies therefore divided between those targeting a few highly productive deep areas and those preferring to accumulate numerous shallower marks, building a competition plan around a high work rate. Inevitably, preparation itself retained a competitive element: athletes watched one another, paying particular attention to the local men, who benefited from their knowledge of the grounds. Nevertheless, the atmosphere was one of great sportsmanship. That atmosphere was tragically shattered just days before the event, when Francesco Pagni, boatman for competitor Fabio Tonazzini, lost his life during a preparation day. The tragedy inevitably cast a shadow over the days immediately preceding the competition.
First round
The mistral changes the picture. A strong north-westerly the previous day, and the possibility of some lingering wind, led the organisers to choose the northern competition area for the first round, as it was better sheltered by the Capo Caccia headland. Extending off the town of Alghero as far as the boundary of the Poglina military base, it was widely considered the more challenging of the two areas. The seabed featured extensive weed-covered ground, a few isolated slabs and, above all, plenty of low-relief coralligenous reef, capable of holding fish but less reliable than the few deeper areas where the bottom rose to form more substantial holes. Before the start, the forty competitors observed a minute’s silence in memory of Francesco Pagni. Then competition director Massimo Cogotti and judge Fabio Fiori gave the starting signal. As always, the opening minutes were frantic. RIBs raced towards the best areas located in the preceding days: arriving first at a hole could mean gaining the single dive that would make the difference. Within minutes, the first tactical key to the day emerged: several of the best-prepared athletes had chosen to fish deep. Among them was Sergio Oggiano, representing La Tana Aggius, of whom expectations were high. His opening move was impressive: descending beyond forty metres with three spearguns, he put three fish aboard on his very first dive. At those depths, every descent must be used to the full, because surface recovery times are inevitably long and the total number of dives limited. Oggiano applied this logic perfectly from the outset. Not far away, Stefano Konjedic of Sub Cagliari was also working along the forty-metre contour. Catches came quickly, including a large conger eel. Information was harder to obtain on local competitor Federico Giudice of Corallo Sub Alghero, but he too had chosen a deep-water strategy, and his catch grew steadily. Around thirty metres, the situation changed. Groups of RIBs became larger: this depth band was productive but accessible to more competitors, so the fish inevitably had to be shared. Closer inshore came the day’s real surprise. During preparation, the shallower depths had shown plenty of fish, but the mistral had changed the conditions. The thermocline had shifted downwards and, in places, Posidonia seagrass moved by the current had covered the prepared holes. Those who adapted, however, continued to build their scores. Cristian Corrias of Sub Porto Pino and Fabio Pes of Corallo Sub Alghero maintained high work rates and assembled two good catches. Daniele Petrollini of Apnea Team Sassari and Vincenzo De Giorgi of Air Sub Apnea Competition also performed well, both working less extreme depths with strategies based more on consistency.
Depth pays off
The five hours passed quickly and, back in harbour, Sergio Oggiano’s catch immediately impressed. Seabream and red scorpionfish confirmed what had been seen on the water. The weigh-in clearly rewarded depth: the top three were all Sardinians, and all had built their competition around the deeper contours. Oggiano ended the day with around 30% more points than second-placed Federico Giudice, with Stefano Konjedic only a short distance behind. Next came Cristian Corrias, the highest-placed athlete among those who had chosen shallower tactics.
Second round
The second day presented a different picture. High pressure ensured ideal conditions, and virtually everyone considered the southern competition area, from Speranza beach to Tangone, richer than the area fished the day before. The seabed was more varied too: more high-relief coralligenous reef, areas of large rock slabs and, nearer the coast, stretches of fallen granite boulders. The start came at 8:30 a.m. Once again, the RIBs sped off, but some of the leading contenders chose to stop almost immediately. Among them was Stefano Konjedic, who headed for the central part of the area, again around forty metres, and quickly put his first qualifying fish aboard. Reports still placed Oggiano and Giudice in deep water, but this time another contender soon emerged. After a first round below expectations, Edoardo Del Rio of Apnea Team Sassari decided to stake everything on depths beyond forty metres. The choice paid off. Fish came steadily and, as the hours passed, it became clear he was building one of the day’s best performances. Closer inshore, Cristian Corrias continued with the strategy that had served him well in the first round: more moderate depths, a high work rate and constant searching. Vincenzo De Giorgi also worked near Speranza beach, between ten and eighteen metres, over alternating granite slabs and high-relief coralligenous reef. Along with Fabio Pes, he once again put together a solid, consistent round. Daniele Petrollini had a more difficult day. Despite knowing the area well, many of the prepared marks failed to produce the expected fish. Francesco Piras of Corallo Sub Alghero was even less fortunate. Following a first day below expectations, when he had already struggled to relocate many marked fish, his RIB’s gear-shift cable broke almost at the start. The problem definitively ended any chance of a comeback. As the hours passed, the southern area lived up to expectations.
The weigh-in
When the catches were handed in, many competitors had more than five fish, and at least ten appeared to have bags exceeding ten fish. Among them, once again, was Sergio Oggiano. Only Konjedic seemed to have enough to challenge him for the round victory. After lunch at the Yachting Club, it was time for the weigh-in. Tension rose, especially because only twenty places at the Nationals were available and, with the standings determined by the combined results of both days, many positions remained undecided. Edoardo Del Rio’s was among the most eagerly awaited catches. The scales confirmed an extraordinary second round: twelve qualifying fish, enough to turn his first-day position around completely and lift him to seventh overall. Cristian Corrias once again confirmed his ability: eight fish and fifth place in the final standings.
An all-Sardinian podium
As the last catches reached the scales, the final standings took shape. Federico Giudice weighed in ten fish and claimed third overall, crowning an excellent competition on home waters with a podium place. Ahead of him, the contest remained an all-Sardinian head-to-head. Stefano Konjedic completed an outstanding second round with twelve qualifying fish plus three coefficient-scored catches, keeping the challenge alive to the very end. But Sergio Oggiano was once again beyond reach. The La Tana Aggius athlete presented seventeen qualifying fish plus a moray eel, taking the second round as well. Two days, two victories. His superiority rested above all on his ability to identify highly productive deep areas and make the most of every descent. Sergio Oggiano thus won the 2026 Italian Spearfishing Qualifying Championship ahead of Stefano Konjedic and Federico Giudice: an entirely Sardinian podium. Eight Sardinians out of ten through to the Nationals. Yet the regional contingent’s success went well beyond the top three. Of the ten athletes representing Sardinian clubs in Alghero, no fewer than eight qualified for the Italian National Championship. In addition to the three podium finishers, places went to Cristian Corrias in fifth, Edoardo Del Rio in seventh, Vincenzo De Giorgi in tenth, Fabio Pes in eleventh and Daniele Petrollini in fifteenth. The result was all the more significant because it was achieved through very different strategies, from the deep fishing of the leaders to the greater consistency and intensity of those who chose shallower water. Samuele Locci of Sub Porto Pino narrowly missed out, finishing twenty-first and first among those outside the qualifying places. Across ten hours of competition, just one more fish would have completed his comeback and secured qualification. There was also regret for Francesco Piras, hampered by a difficult opening day and, above all, by the mechanical failure that compromised his second round.
In closing
The sporting result was not the only important aspect of the days in Alghero. All proceeds from the sale of the catch were donated to the Diocesan Caritas of Alghero, reaffirming the commitment of athletes, clubs and FIPSAS to linking competitive sport with social solidarity. So ended an intense and technically interesting event, one that confirmed the growth of Sardinian spearfishing by sending eight of its ten athletes to the next Italian National Championship, and one that will inevitably also remain associated with the memory of Francesco Pagni.
Commenti ()