Baia Sardinia mette alla prova gli atleti e Oggiano deve sfoderare tutta la sua esperienza per imporsi sugli agguerritissimi colleghi.
foto sopra: Sergio Oggiano, veterano e mai domo, esce dall’acqua con il suo carniere, il più importante della giornata.
Il maltempo continua a condizionare la stagione agonistica sarda di pesca in apnea. La gara, V Trofeo Smeralda Deep Sea, inizialmente prevista come quinta prova stagionale, è diventata la quarta tappa del calendario (8 marzo ‘26) dopo l’annullamento della competizione di Porto Pino, cancellata a causa delle condizioni meteo avverse. E il meteo ha provato a dire la sua anche in questa occasione. Le previsioni della settimana, infatti, hanno spinto gli organizzatori a optare per il campo gara di riserva antistante Baia Sardinia, nella speranza di trovare condizioni del mare leggermente migliori.

Una scelta rivelatasi corretta: l’acqua non era certo cristallina, ma comunque sufficiente per consentire lo svolgimento della gara. Le piogge insistenti delle ultime settimane avevano però già lasciato il segno. Gli atleti che erano riusciti a preparare il campo gara parlavano di pesce scarso e diffidente, una situazione piuttosto insolita per una zona caratterizzata da fondali granitici che normalmente offrono catture generose. Allo start i 26 concorrenti si distribuiscono rapidamente lungo tutto il campo gara. Fin dalle prime fasi appare chiaro che sarà una giornata complicata. Le catture arrivano con il contagocce e le notizie che filtrano tra i gommoni parlano di carnieri molto leggeri: due o tre prede per concorrente sembrano già un buon risultato, anche se qualcuno tra i nomi più esperti potrebbe aver trovato qualcosa in più.

La giornata, fortunatamente, regala almeno un clima piacevole. Il sole accompagna la competizione e le quattro ore di gara scorrono rapide tra aspetti, perlustrazioni nelle spaccature del granito e lunghe planate alla ricerca di qualche sagoma sospetta. Con il rientro degli atleti diventa evidente che per conquistare la vittoria servirà molto meno rispetto alla scorsa stagione, quando furono necessarie ben dieci prede per imporsi. Questa volta la lotta per il successo sembra ristretta a un gruppo di quattro o cinque concorrenti. Come da tradizione, il gruppo si sposta poi a Cannigione per il pranzo conviviale, uno dei momenti più apprezzati della giornata.

Tra un piatto e l’altro si analizzano le strategie di gara, si raccontano gli incontri più emozionanti e non mancano gli aneddoti legati alle catture più difficili. Ma l’atmosfera rilassata dura poco: la bilancia richiama rapidamente tutti all’ordine. Il giudice di gara Lorenzo Migheli dà il via alle operazioni di pesatura, accompagnate dal consueto entusiasmo del “one man show” Sergio Oggiano. La bilancia conferma le sensazioni della vigilia: trovare pesci validi non è stato semplice e per emergere è servita grande esperienza. A spuntarla è proprio Sergio Oggiano, che mette insieme cinque prede valide - quattro saraghi e un cappone - per un totale di 4470 punti. La vittoria arriva però con un margine minimo. A soli 13 punti di distanza chiude infatti Renzo Fadda, anche lui autore di cinque catture e protagonista di una prova solida che gli vale il primo podio stagionale.

Sul terzo gradino sale il campione sardo in carica Fabio Pes, capace di portare alla bilancia quattro prede valide in una giornata in cui ogni pesce aveva un peso specifico enorme. Tra gli episodi più curiosi della giornata spicca la cattura di un grongo di oltre quattro chili da parte di Mauro Uccheddu.

Il pesce viene catturato nella stessa tana in cui, poco prima, il pescatore aveva strappato una corvina che sembrava potenzialmente in peso. La pancia particolarmente gonfia del grongo aveva fatto nascere il sospetto che potesse aver divorato proprio quel pesce. Il giorno successivo, durante la pulizia, il dubbio è stato confermato: nello stomaco del grongo è stata trovata una corvina di 306 grammi.

La manifestazione si è quindi conclusa con la premiazione degli atleti da parte del presidente Massimo Giagoni, al quale vanno i ringraziamenti del Comitato regionale Fipsas per l’ottima organizzazione della giornata. Il circuito regionale guarda ora al prossimo appuntamento: domenica 22 marzo gli atleti torneranno in acqua a Bosa, dove condizioni meteo e presenza di pesce potrebbero offrire uno scenario completamente diverso.

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