La Spigola d'Oro

La Canna d’Oro è la gara che ha saputo coniugare il surfcasting duro e puro con le esigenze agonistiche. E lo ha dimostrato anche in questa edizione. Il prossimo anno compirà 40 anni e per l’occasione già si prevedono scintille. Buon lavoro Larus Club.

foto sopra: Roberto Dettori, sebbene affaticato sa di aver compiuto un'impresa, e infatti...

È incredibile! La Canna d’Oro, comunque si presenti e nonostante sia arrivata alla vigilia dei quarant’anni, risulta sempre una manifestazione imprevedibile. Si è vero, l’accoglienza e l’ospitalità del ringiovanito Montiruju Hotel di Santa Maria Coghinas, addirittura arricchite di un servizio wellness particolarmente apprezzato dai possessori di canna e mulinello, merita il “solito” eccellente. Ma quando si parla di pesca, di agonismo, di onde e vento c’è sempre l’imprevisto. E alla Canna d’Oro il primo è l’estrazione. Già, perché i 135 sportivi sono riuniti in squadre di tre elementi (due “battitori” abbinati a un giudice), e il campo gara non è delineato, giusto limitato, da Alghero e Olbia passando attraverso il nord.

Le auto in fila indiana aspettano il via, uno ogni trenta secondi. Per tutti la destinazione dipende ancora una volta dall’estrazione e sebbene questa operazione sia addomesticata per dare un po’ a tutti la possibilità di essere favoriti, la destinazione è l’ultima decisione prima della partenza.

E ogni squadra, per raggiungere la località di pesca preferita, segue l’ordine di partenza, differita di trenta secondi l’una dall’altra. E poi il tempo. In dieci ore di gara nulla è scontato. Tutto può succedere. Tutti sono motivati a fare l’impossibile. Chi si sente forte nella pesca veloce va alla ricerca delle mormore, al riparo dal vento e dalle onde. Chi invece confida nel pesce più grosso e importante si spinge verso le onde, magari le più vicine al Montiruju, schivando le alghe in attesa dei banchi di serra, della spigola o dell’oratona.

Le magiche onde della risacca nascondono sempre qualche bel pesce.

A qualcuno è andata bene! Roberto Dettori, atleta di casa, della vecchia scuola di surf casting, neo tesserato col Larus club, non perde tempo e alla prima frazione di gara, a Isola Rossa, nell’estremità sinistra della spiaggia di Marinedda, è autore, complice un bibone ben innescato, di una cattura eccezionale: una spigolona di oltre cinque chili e duecento grammi. A contenere la prestazione dell’outsider, ci prova il suo giudice, Giovanni Antonio Pinna, che alla sua destra salpa, tra gli altri, un sarago record di ben un chilo.

Giovanni Antonio Pinna (Tonuccio) col sarago di un chilo.

Qualche ora dopo l’una di notte (termine ultimo per la presentazione delle buste col pescato), dopo la pubblica pesatura, doppiando gli immediati inseguitori, Dettori si trova davanti a tutti nella classifica individuale, trascinando al massimo livello anche la sua squadra.

Massimo Piras con una pigola catturata a Badesi durante la seconda manche.
Tra le altre prede, anche questo insolito sanpietro, pescato nelle profonde acque di Coluccia. Alla pesa: Danilo Gallotta, Gavino Agnese e Lelle Ghisu.

Day 2 - Il meteo non segnala variazioni significative e i venti occidentali, moderati, non escludono nessuna possibilità. Per tutti la destinazione dipende ancora una volta dall’estrazione e sebbene quest’operazione sia addomesticata per dare un po’ a tutti la possibilità di essere favoriti, la destinazione è l’ultima decisione prima della partenza, spesso fatta in fila o addirittura in itinere.

Quando il mare è mosso, incombe spesso lo spettro della posidonia, per questo occorre verificare la sua presenza e quantificarne la pericolosità.

In verità in questa manche oltre gli spot più gettonati, hanno avuto successo anche piccole calette, per lo più conosciute solo ai locali. Radio pesca, sempre alla ricerca di ultime news, punta i riflettori su Roberto Dettori, impegnato  a Vignola in un’altra impresa, che, si scoprirà poi, lo porta a soli 14 grammi da Paolo Serra, suo compagno di squadra e leader della seconda manche. Nella classifica progressiva Dettori è ancora saldo al comando, e compaiono in zona privilegiata, Andrea Spanu, Antonio Petta, Mirko Grezza e Manuel Chessa.

Samuele Pileri con la coppiola più importante (orata e sarago) della sua seconda manche.

Day 3 - E qui si gioca davvero tutto, ma non tutti. I primi devono fare solo contenimento, gli altri devono sovvertire l’impietoso risultato. E alla fine, con una percentuale di cappotti vicina del 30% per ciascuna delle tre manche e una media pescato di circa 60 chili/manche, la Canna d’Oro 2025, alle 04:10:33 dell’otto dicembre si conclude. Vince Roberto Dettori, autore della “spigola d’oro” e di un’eccezionale gestione delle tre manche, di Marinedda, Vignola e Sorso.

Pietro Carbini, sindaco i Santa Maria Coghinas, premia il vincitore assoluto Roberto Dettori con un opera in tema dell'apprezzatissimo artista locale Moreno Cotza.

A ruota, grazie a uno sprint finale da formula uno, Manuel Chessa (a Baia Sardinia) e Antonio Petta (a Vignola), Larus club il primo e Terranoa Olbia il secondo.  Con Dettori, sul gradino più alto del podio, i compagni Osvaldo Melis e Paolo Serra. L’argento per team è di Mirko Fresi, Antonio Petta e Daniele Pisutu del Terranoa Olbia. Terzo classificato è il box Poseidon 1984 di Alghero, con Franco Contini, Giuseppe Marrosu e Salvatore Nughes.

Manuel Chessa, presidente del Larus Club, sodalizio organizzatore non sta nella pelle: “è stata un’edizione fantastica, in crescita, con un ottimo risultato sportivo, anche personale. La struttura ancora una volta ha risposto alla grande e per finire, ciliegina sulla torta, Pietro Carbini, Sindaco di Santa Maria Coghinas, ha promesso che la promozione della Canna d’Oro 2026 sarà a carico della sua Amministrazione.”.