La Cattura di Settembre

L'abbonamento a Mondo Pesca fa gola e questa volta a togliersi la soddisfazione di vincerlo è Domenico Pollace con un bel racconto e questo magnifico alletterato.

La Cattura di Settembre

Non lontana da Palermo, si trova una delle sue bellezze nascoste: la Baia di San Cataldo, celebre per il leggendario sbarco della flotta angioina nel 1314. Questa attraente insenatura si trova vicino alla foce del torrente Nocella e offre un’esperienza di una bellezza naturale senza pari. Posta tra le località balneari di Trappeto e Terrasini in Sicilia, la Baia di San Cataldo è una destinazione che unisce la bellezza mozzafiato del mare, del cielo e delle scogliere in un ricco patrimonio culturale. In questo meraviglioso posto svolgo parte delle mie sessioni di pesca alla ricerca dello splendido tonnetto alletterato. Una mattina decido di puntare la sveglia alle ore 03:00 per arrivare sullo spot prima dell'alba, momento migliore per gli alletterati. Porto con me attrezzatura ultra leggera e piccoli jig tra i 7 e i 14 grammi, quelli che rispecchiano e imitano alla perfezione il pesce foraggio del momento. Mi accompagna la mia Palms Pinwheel 75L+ da 3-14 grammi, canna estremamente affidabile nell'utilizzo dei piccoli artificiali, capace di contrastare la forza di questi splendidi predatori che esprimono forza esplosiva ad ogni strike. Arrivati sullo spot con calma, dopo aver montato la mia Pinwheel, seleziono i piccoli jig, sia in grammatura che in colorazione. Alle prime luci dell'alba monto un piccolo jig, il Miniature da da 14 grammi nella colorazione rosa e bianco, molto apprezzato dall’alletterato. Dopo il lancio faccio affondare di qualche metro il jig per poi stoppare la sua discesa e iniziare il recupero in modo veloce con piccole jerkate che danno all’esca un movimento simile a un piccolo pesce foraggio in fuga. Proprio in quel momento avviene l'attacco e inizia un combattimento che regala emozioni indescrivibili. L'alletterato e conosciuto per le sue fughe improvvise e energiche che riescono a mettere a dura prova il pescatore, specialmente quando si utilizza attrezzatura ultra leggera, dove la concentrazione e il settaggio della frizione del mulinello è importantissimo per evitare che il pesce possa riuscire con le sue fughe a rompere il terminale, in questo caso molto sottile (fluorocarbon dello 0,26). Dopo diverse fughe gestite con la massima attenzione riesco a stancare il pesce che stremato sale in superficie e in quel momento scopro che si trattava di uno splendido esemplare. Dopo averlo guadinato riesco a portarlo sulla scogliera, con l’adrenalina a 1000 e tanta soddisfazione per essere riuscito a concludere un combattimento molto impegnativo.

Domenico Pollace