Il Miracolo di Fabrizio Frongia

Con un’ultima manche eccezionale Fabrizio Frongia si aggiudica il campionato gallurese, sopravanzando il mitico Andrea Biancheddu e un solidissimo Christian Comiti.

Il Miracolo di Fabrizio Frongia
Andrea Biancheddu, Fabrizio Frongia e Christian Comiti sul podio.

È soltanto da tre stagioni che in Gallura si disputa il campionato da canna da riva, ma l’interesse cresce a ritmo costante, segno che la passione per la tecnica non manca. È con questa premessa che i 30 iscritti all’ultima manche si presentano, il 30 novembre, lungo le banchine di Porto Cervo, per dar vita all’atto conclusivo del campionato 2025. Sveglia presto per tutti, ritrovo stabilito per le ore sette e ingresso in campo per le otto del mattino; si sa, la sveglia non è mai stata un problema per un pescatore e, a livello agonistico, lo è ancor meno. Il porto, inizialmente silenzioso, si anima all’arrivo dei partecipanti che allestiscono le postazioni con grande precisione. In questa tecnica la velocità è tutto e organizzarsi in modo efficiente può fare davvero la differenza. Una volta seduti nel proprio panchetto, pare di essere entrati in una monoposto di F1, uno spazio ristretto circondato da secchi, nasse, accessori e canne di riserva, in cui gli atleti si muovono con gesti già calibrati.

Nella foto di Antonio Careddu una vista del campo gara ripresa dal gommone..

Cinque minuti prima dell’inizio gara, la tromba sancisce l’avvio della pasturazione fatta di “ingredienti magici” che ogni singolo garista prepara e mescola in maniera minuziosa e custodisce in segreto come i grandi chef. Gli elementi e le dosi principali della ricetta si possono raccontare e divulgare, ma ogni atleta, è inutile negarlo, custodisce per sé quei piccoli dettagli che trasformano un “piatto” in un Gran piatto. Mancano solo tre ore alla fine del campionato e all’assegnazione dei titoli, e ormai la classifica parla chiaro: cinque atleti possono ancora puntare alla vittoria, che verrà conquistata verosimilmente con due primi di settore. Per i meno esperti, un ripasso del regolamento: per la classifica si può scartare il peggior punteggio. In testa, ben saldo al comando dalla prima manche, si presenta Andrea Biancheddu, il capitano di La Maddalena, vero top angler della disciplina, con un distacco abissale dal suo primo inseguitore, Livio Frongia; ben 6370 punti di vantaggio sembrano garantirgli il successo, in considerazione del fatto che il record in questo spot è di 5.865 punti, realizzato sempre da Andrea, nel 2022. Ma tutto può ancora succedere... Una giornata splendida è teatro della competizione e anche il pescato è da urlo (72,460 chili).

Christian con una delle murene pescate in gara.

Le catture si susseguono a un ritmo incessante, specialmente nella prima ora, le nasse da vuote iniziano a riempirsi di scintillii e di sagome. Prede prevalenti sparli e saraghi, ma non mancano i pesci da scogliera e le oramai classiche murene; vero esperto di questa specie, Christian Comiti (La Maddalena) non nuovo a questo tipo di catture. Anche il maddalenino risulta ancora in corsa per sovvertire la classifica e in quest’ultima manche si supera, catturando ben due murene che gli valgono veramente tantissimi punti, abbastanza per indossare con merito il bronzo alla fine dei giochi. Ma la vera sorpresa della giornata arriva dal primo settore, al picchetto numero tre: Fabrizio Frongia (Ondalunga Calangianus), che ha bisogno di un primo di settore per lottare alla conquista di un gradino sul podio, si supera in una vera e propria pesca “miracolosa”, al limite della perfezione. La nassa al fischio finale è profeticamente pesante, con difficoltà viene issata sul molo e, fra lo stupore di tutti (Fabrizio compreso), quando viene svuotata nel secchio lascia gli spettatori a bocca aperta. L’ago della bilancia segna il nuovo record in categoria per queste banchine: 7.600 punti e oltre 200 pesci in tre ore, varranno per il calangianese non solo l’assoluto di giornata ma anche il tanto agognato titolo provinciale che, vista quest’ultima gara, finisce meritatamente nelle sue mani. A completare il podio con un ottimo argento, l’inossidabile Andrea Biancheddu, che quest’anno sì è dovuto fermare solamente davanti alle murene di Christian e alla pescata da record di Fabrizio. Con questa gara si chiude una stagione che ha mostrato un livello tecnico in costante crescita e una passione che continua a coinvolgere nuovi atleti. Tutti segnali incoraggianti per un futuro in cui la disciplina potrà contare su una partecipazione sempre più ampia.

Pietro Carassale, veterano olbiese e titolare di Stella Sapori Sardegna, a fine manifestazione ha omaggiato i garisti classificati con tantissime strenne natalizie.

La Gara in un Post-it

Ciao Fabrizio, raccontaci com'è nata questa pescata da record. Ciao Fede, se ti racconto che è nata con una calcolatrice e un post-it in mano mi credi? Spiegati meglio… Prima dell’ultima manche ero terzo, con un primo e un secondo. Per salire sul podio dovevo per forza fare un primo. Al titolo non ci pensavo minimamente; tifavo per mio padre, secondo in classifica che a differenza mia aveva già due primi in “saccoccia”. Ho voluto fare qualche calcolo per vedere cosa serviva per battere Andrea. Lui non avrebbe dovuto migliorare le sue prestazioni (4.510 e 4.620) e babbo avrebbe dovuto fare una pescata da 6.370 punti, quasi impossibile! Lì per curiosità ho calcolato che avrei dovuto fare 5.730, valore più abbordabile, ma irrealistico, visto anche il mio miglior score di sempre era fermo a 4.225. Ammetto però che un tarlo ha iniziato a rodermi la testa: “Come posso smussare i tempi morti in pesca?”. Ho montato e rimontato la mia postazione, cercando di memorizzare meccanicamente tutti i movimenti, limando i secondi. Non mi restava che sperare in un buon picchetto, carico di pesce e nelle condizioni meteo perfette, prive di vento e pioggia, fattori che rallentano drasticamente tutto. E alla fine i pianeti si sono allineati ed ecco l’impresa. A fine manche non mi sono reso conto di quanto avessi pescato sino a quando non mi hanno aiutato a tirar su la nassa e ho visto Antonio (giudice - addetto alla pesatura) strabuzzare gli occhi davanti alla bilancia. Quando ho sentito 7.600 punti non ci credevo, è partito un grande applauso e tutti mi facevano i complimenti. Voglio condividere questa vittoria con tutto il mio team, ma in particolar modo con Antonio e Matteo, che non mi hanno rivolto parola per tutta la manche. Il loro strano silenzio mi faceva capire che stavo andando bene. E poi fatemi ringraziare Valentina, mia moglie e Livio, mio padre, i miei primi tifosi da quando gareggio!”.

Valentina, Fabrizio e Livio.