Fronti e Occlusioni



Quando due masse d’aria con caratteristiche diverse (velocità, temperatura e umidità) vengono a contatto, le loro caratteristiche variano, generando una zona di discontinuità, la cui traccia al suolo costituisce quello che viene detto fronte. Quando si ha una massa di aria calda che avanza, incontra una massa d’aria fredda che la precede, si ha il fronte caldo. Qui l’aria calda che avanza tende a scorrere sopra la massa d’aria fredda con una leggera pendenza. Quest’aria calda, salendo, si raffredda e il vapore acqueo, in essa contenuto, comincia a condensarsi formando nubi di tipo stratificato. Quando, invece, è una massa d’aria fredda che, avanzando, incontra una massa d’aria calda, tende ad incunearsi sotto questa, sollevandola bruscamente, si ha il fronte freddo. Il sollevamento energico della massa d’aria calda, provocato dall’avanzamento dell’aria fredda, genera una fascia di nubi cumuliformi, che si sviluppano notevolmente anche in altezza (altocumuli, cumulonembi, cumuli).

Occlusioni
In genere il fronte caldo è seguito sempre dal fronte freddo, che avanza con velocità maggiore, raggiungendolo e dando origine a quella che viene detta occlusione, che in ultima analisi costituisce la parte finale di una perturbazione. In una occlusione esistono tre masse d’aria con caratteristiche diverse. Le occlusioni possono essere di due tipi: occlusione calda e occlusione fredda a seconda che l’aria che si incunea al di sotto del fronte caldo sia più calda o più fredda di quella che lo precede. In linea di massima, nella occlusione calda vi è una prevalenza di nubi stratificate, mentre in quella fredda le nubi sono del tipo cumuliforme. L’occlusione calda è, quindi, caratterizzata da precipitazioni deboli, moderate con carattere continuo, mentre nell’occlusione fredda le precipitazioni sono del tipo temporalesco. Tutti gli altri parametri (vento, visibilità, temperatura), per l’occlusione calda sono simili a quelli del fronte caldo e per l’occlusione fredda a quelli del fronte freddo.

Fronte caldo (quindi una perturbazione)
La pressione diminuirà in maniera continua prima dell’arrivo del fronte, per mantenersi poi pressoché stazionaria;
all’avvicinarsi del fronte, il vento tende a rinforzare, soffiando parallelamente alle isobare. Dopo il passaggio del fronte diminuisce di intensità tendendo a ruotare a destra;
la temperatura aumenta lentamente prima dell’arrivo del fronte, per aumentare poi in maniera più marcata;
l’umidità è alta;
la visibilità è mediocre sia prima che dopo il passaggio del fronte;
la nuvolosità stratiforme, preceduta da cirrostrati, cirri;
le precipitazioni sono del tipo continuo, pioviggine se le nubi sono altostrati, pioggia se in cielo ci sono i nembostrati. Queste diventano intense nelle immediate vicinanze del fronte, diminuiscono al suo passaggio e cessano dopo il suo passaggio.
 
Fronte freddo
La pressione diminuisce prima dell’arrivo del fronte, per subire dopo un brusco aumento;
il vento che precede il fronte è generalmente forte e tende a ruotare a destra, diminuendo di intensità al suo passaggio;
la temperatura subisce una forte diminuzione, dopo il passaggio del fronte;
l’umidità è bassa;
la visibilità, che era scarsa o mediocre prima del passaggio del fronte, è buona dopo il suo passaggio;
la nuvolosità è del tipo cumuliforme in prossimità del fronte e stratiforme nella parte superiore che precede il fronte;
le precipitazioni sono caratterizzate da rovesci e temporali con qualche acquazzone localizzato.