EDITORIALE 3/26

Alcuni decenni fa il Salone nautico di Genova, ospitò pochissimi illuminati operatori della pesca sportiva. Allora sembrava che la tanto sospirata sinergia tra nautica e pesca stesse germogliando. Ma così non fu e dopo pochi anni, quei coraggiosi e intraprendenti operatori, desistettero dal progetto. Oggi, per fortuna, le cose sono cambiate e Rimini è testimone e vetrina. Internet è nelle case di tutti e i social hanno dato a non pochi “influencer” la necessaria visibilità che le aziende giustamente amplificano e trasformano in business. E siccome sono coinvolti sia fornitori di elettronica di bordo che i cantieri nautici, sia i produttori di attrezzatura da pesca che i costruttori di motori fuoribordo, oltre un cosmo di aziende specializzate nell’accessoristica, la sinergia, di fatto è già in essere, almeno in principio. Infatti, tralasciando la congiuntura economica, l’incertezza di mercati e bla, bla, bla, sfugge ancora il gradino successivo che completerebbe a tutto tondo ‘sta benedetta sinergia: quello dei fisherman! Quello dei veri fisherman d’altura, quelli che hanno contribuito al mito americano della pesca sportiva, dei combattimenti infiniti, delle prede più tenaci come il marlin e lo spada. Ecco, non sappiamo se Pescare Show abbia le potenzialità per chiudere il cerchio, ma Rimini ci ha stupito, e siccome il mare è lì, forse non è azzardato sognare un po’ più in grande e sperare che negli anni futuri la mostra romagnola si estenda anche in banchina.