Colori in Bobina

Rosso, giallo, blu, verde e anche neutro. No, non è l’arcobaleno disegnato da un bambino ma la lenza multicolor, uno strumento utile per stabilire la linea di pesca; un’arma molto efficace in gara quando la stessa strategia, adottata da tutti i compagni di squadra, può portare alla vittoria.

Ok ragazzi, le mormore le ho trovate sul “secondo rosso”. Detta così sembrerebbe una comunicazione in codice, ma è quello che ormai capita di sentire sempre più spesso nelle gare a picchetto, quando si “messaggia” tra compagni di squadra. Da anni si fa ampio uso, non solo in ambito agonistico, dei fili multicolor. Sono lenze che non hanno un unico colore, omogeneo, ma che, ogni tot metri, cambiano colore. In questo modo, con una veloce occhiata alla lenza, si riesce a stabilire a quale distanza si è lanciato. Usando come filo in bobina un multicolor, si determina la gittata conoscendo due parametri: l’ordine che la casa produttrice ha usato per alternare i colori e la lunghezza di ogni sezione di colore. E qui arriva l’aspetto più difficile, quello che forse non ha permesso ai multicolor di soppiantare completamente i nylon monocromatici. Non c’è ancora una completa uniformità tra le marche. Ognuno segue un suo ordine di colori che cambia anche, in alcuni casi, da serie a serie dello stesso brand. Ma se escludiamo alcuni prodotti particolari e cioè fili destinati ad altre tecniche di pesca come il feeder, la lunghezza di ogni spezzone colorato è 20 o 25 metri; il numero di colori è quasi sempre 4 o 5: rosso, giallo, azzurro, verde e se i colori sono 5, anche il neutro. Quasi sempre l’ordine è rispettato e il rosso sembra essere quello che tutti hanno scelto come colore d’attacco.

Lenze a confronto. A destra un mulinello con lenza di colore uniforme e, a sinistra, un mulinello con lenza multicolor. Il colore azzurro del filo che esce dallo scorri filo ci suggerisce subito la distanza di lancio.

Una caratteristica molto interessante, presente in molti modelli di svariate marche, è l’utilizzo, negli ultimi 15 o 20 metri di filo, di una sezione conica. Ad esempio, una bobina di 200 metri con sezione dello 0,20 presenta un’aggiunta di 15 metri nei quali il diametro del filo sale costantemente sino ad arrivare a 0,50. Una soluzione molto comoda e utile perché elimina il nodo di giunzione tra lenza madre e shock leader. In questo modo sparisce un punto che avrebbe un carico di rottura minore (ogni nodo diminuisce il carico) e si minimizza la possibilità di fastidiosi accumuli accidentali di alghe che proprio nel nodo di giunzione spesso si addensano, rendendo difficile se non addirittura impossibile il passaggio del filo attraverso i piccoli anelli apicali. Vediamo come sfruttare le caratteristiche del multicolor sia in un’uscita “libera” che in gara.

 I colori a pesca - Abbiamo detto che non esiste una regola comune nell’ordine e nella lunghezza dei colori, per tutte le marche e per tutti i modelli. Se vogliamo quindi sfruttare il vantaggio di avere una lenza di più colori in bobina, dobbiamo sceglierne un particolare modello. Ad esempio, potremmo optare per un multicolor con sezione dello 0,18, in 4 colori che si alternano ogni 25 metri che termina con ulteriori 20 metri conici sino ad arrivare ad uno spessore di 0,50. L’ordine dei colori potrebbe essere (sempre facendo un esempio), rosso, giallo, blu e neutro. Questo vuol dire che, escludendo i 20 metri di filo conico, avremo 25 metri di filo rosso seguiti da altrettanti metri di nylon giallo e poi blu e neutro. Dopo cento metri (120 considerando la parte conica) avremo di nuovo la lenza rossa e così via. Se si utilizza lo stesso filo su più bobine, si ottiene una configurazione unica che si può sfruttare usando più mulinelli “identici” allo stesso tempo. A questo punto non ci resta che lanciare la paratura scelta, con la giusta zavorra e vedere se abbiamo trovato la linea di pesca più efficace. Un veloce sguardo alla lenza ci dirà a che distanza abbiamo lanciato.

Non c’è ancora una completa uniformità tra i modelli proposti dalle varie marche. Ognuno segue un suo ordine di colori che cambia anche da serie a serie dello stesso brand. Ma la lunghezza di ogni spezzone colorato è 20 o 25 metri.

Se, per esempio non abbiamo caricato troppo in fase di lancio e vediamo che il colore della lenza è blu, vuol dire che abbiamo superato i 70 metri. Al lancio successivo, se caricando molto di più otteniamo come colore un giallo, vuol dire che abbiamo raggiunto almeno i 145 metri. Ma soprattutto potremo studiare le linee più produttive, quelle che ci permettono di ottenere più catture. Una volta trovata la distanza giusta (il colore giusto), a parità di paratura finale, zavorra e esca, potremo lanciare la seconda canna e portarla sulla stessa linea di pesca. Esistono altre soluzioni, utili a determinare la distanza di lancio. Nel feeder ad esempio si usa “clippare” la lenza, bloccarla sul ferma lenza della bobina. Questa però è una soluzione che si può adottare quando la zavorra ha un peso contenuto che non esercita mai una trazione sufficiente a spezzare la lenza. Ma nel surfcasting ciò non sarebbe possibile. Un’altra soluzione è il pennarello segnafilo, uno speciale pennarello con una vernice fluorescente che non rovina la lenza. Permette di segnare in modo preciso la posizione, ma è comunque meno immediato e comodo di una lenza già colorata, su cui basta gettare una rapida occhiata. 

I colori in gara - Ok ragazzi, le mormore le ho trovate sul “secondo rosso”. Abbiamo iniziato così questo articolo e adesso è più chiara la comunicazione che sta avvenendo tra pescatori della stessa squadra. Immaginiamo una situazione di gara, in una lunga spiaggia con tanti settori affiancati e centinaia di pescatori. Sarebbe molto utile, per favorire un più efficace gioco di squadra che ogni pescatore comunicasse ai propri compagni tutti i dati di ogni cattura e tra questi è fondamentale la linea di pesca. Ora, è evidente che per ottimizzare questa strategia bisognerebbe che tutti gli atleti della squadra adottassero lo stesso filo in bobina, condizione spesso difficile da realizzare. Ma anche nella pesca agonistica ha ormai preso piede la teoria anglosassone dei “marginal gains”, letteralmente guadagni marginali. Questa teoria dimostra che si vince di più quando si potenziano elementi marginali, apportando piccoli miglioramenti in dettagli apparentemente insignificanti che possono dare un vantaggio competitivo agli agonisti. Sfruttare una comunicazione univoca che non crea ambigiutà, come di fatto è il colore di una bobina, offre un vantaggio, di sicuro marginale, ma potrebbe rivelarsi quel particolare che porta alla vittoria. La lenza multicolor è un prodotto sul mercato ormai da tanto tempo ma che nell’agonismo, alla luce delle teorie più innovative, sta trovando adesso un’efficace se non addirittura indispensabile applicazione.

Alessandro Curreli, alla recente Canna d’Oro, con un poker di mormore pescate ad Alghero.

 

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