È solo un presentimento! Quando sai che le condizioni di pesca sono ottimali, la speranza si accende, e diventa sempre più insistente quando ti rendi conto che tutto si muove per il meglio. E non ti meravigli se succede, se il presentimento diventa realtà, e il tuo sogno si avvera.
foto in alto: l’autore con un magnifico tonno alletterato.
Ci sono uscite che iniziano prima ancora di salire in barca. È quella sensazione che ti accompagna già dalla sera prima, quando sai che le condizioni sono giuste e che là fuori qualcosa si muoverà. Da Pila partiamo all’alba, con il mare calmo e una luce ancora incerta. A bordo con me Michele e Mauro. Rotta verso il largo, occhi attenti e strumentazione sotto controllo: in queste situazioni, più che cercare il pesce, si cercano i segnali. E i segnali arrivano. Gabbiani in attività, continui tuffi, acqua che si increspa in modo anomalo. La mangianza è attiva e ben visibile. Riduciamo subito l’andatura e ci posizioniamo per non disturbare il branco, mantenendo la distanza giusta per effettuare lanci lunghi ed efficaci. Per l’occasione ho deciso di testare un setup nuovo, pensato proprio per questo tipo di pesca veloce e dinamica: Criminal Popping g 60-120 abbinata a Tica Talisman 5500. Un’accoppiata che si è dimostrata subito equilibrata, con una buona riserva di potenza e ottima gestione degli artificiali. In acqua vanno i nuovi Vultus 90 e le gomme Crazy Tuna, lavorati con recuperi rapidi alternati a jerkate decise, fondamentali per imitare il comportamento del foraggio in fuga durante le mangianze.

La prima azione arriva improvvisa. Michele è il primo ad avere il contatto: un attacco violento, deciso, di quelli che fanno pensare a un pesce importante, probabilmente un grosso tonno rosso. L’esca viene colpita con cattiveria, ma il pesce non resta ferrato. Un episodio tipico nelle fasi più concitate della mangianza, quando la competizione alimentare porta ad attacchi rapidi e spesso imprecisi. Resta però la conferma che sotto il branco si muovono predatori di livello. L’attività è alta e continuiamo a lavorare l’area con attenzione. Pochi minuti dopo arriva la mia occasione. Su un lancio lungo, appena il Vultus tocca l’acqua l’attacco è fulmineo. Ferrata immediata e il pesce parte deciso, sfruttando tutta la sua velocità. La canna lavora in progressione, il mulinello gestisce senza incertezze le fughe più energiche. Il combattimento è breve ma intenso. Quando il pesce arriva sotto il gommone, il riflesso non lascia dubbi: è un tonno alletterato. Una cattura che ripaga l’attesa e conferma l’efficacia del lavoro fatto in acqua.

La mattinata prosegue seguendo gli spostamenti della mangianza, alternando fasi molto attive ad altre più tranquille. In queste situazioni diventa fondamentale leggere il mare, anticipare i movimenti del branco e mantenere sempre un approccio discreto. Dal punto di vista tecnico, l’attrezzatura si è dimostrata pienamente adeguata: buona capacità di lancio, reattività e affidabilità anche sotto stress. Elementi essenziali quando si affrontano pesci veloci e combattivi come tunnidi e affini. Ma oltre agli aspetti tecnici, resta soprattutto l’esperienza.Il momento dell’attacco, la ferrata, il pesce che parte deciso. L’adrenalina che sale e il silenzio che si rompe all’improvviso. Sono questi gli istanti che rendono lo spinning sulle mangianze una delle forme di pesca più coinvolgenti in assoluto. Un’uscita breve, ma intensa. Di quelle che bastano a ricordarti perché, ogni volta, vale la pena essere lì… prima dell’alba.
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