A Pesca d'Estate

A Pesca d'Estate

Ragazzi, niente scuse, la temperatura dell’acqua ha superato i venti gradi: siete tutti pronti, con le vostre attrezzature, a sfidare i rigori dell’estate? No, il calcio non c’entra, anche se qualcuno accenna agli Europei in corso… Niente paura: torneremo in tempo per la partita di turno, e potremo apprezzare la differenza tra lo sport praticato e quello seguito in tv, sorretti da una lattina di birra al primo tempo, da un’altra al secondo tempo, intramezzate da un’altra ancora durante l’intervallo; se poi si va ai supplementari ci sembrerà d’essere scesi in campo anche noi e di aver giocato a tutta birra. C’è chi si immerge tutto l’anno ed è ovviamente allenato, c’è chi ha fatto qualche tuffo ai primi soli, c’è chi è un anno che non assaggia acqua salata. Lei, ragioniere, per esempio, con quella muta di un arancione fosforescente e così mimetico, dilatata da una dissennata frequentazione del desco, rischia di essere confuso con un pallone segna sub. Tutti a ridere e tutti molto concordi nel suggerire un’appropriata collocazione della bandiera regolamentare. Ma è una cosa seria, invece, segnalare la nostra presenza con laboa o con la plancetta; assolutamente indispensabile se ci si immerge da terra. Chi può contare sull’appoggio di un’imbarcazione (per noi quasi sempre un gommone) ha il conforto di un’attenzione costante da parte del barcaiolo. Una raccomandazione: sceglietevelo bello sveglio o potrebbe capitarvi come è successo a una coppia d’amici, un po’ di anni fa. Uno in acqua cercava disperatamente un paio di pietre isolate, annegate in un mare di posidonia (continua sul giornale).